Borja Valero, ex centrocampista di Fiorentina e Inter, ha ripercorso le tappe della sua carriera, dagli inizi nella cantera del Real Madrid fino all’addio al calcio professionistico in una squadra dilettantistica. Un viaggio segnato da talento, pressioni e importanti rinascite personali.
Cresciuto nella periferia di Madrid, il suo talento è emerso presto e a 11 anni è entrato nelle giovanili del Real. La vita nella cantera, però, si è rivelata spietata. L’ex giocatore ha descritto la selezione annuale come un’esperienza simile a un talent show, carica di ansia, dove ha visto molti compagni abbandonare i propri sogni. La sua perseveranza lo ha portato a esordire in prima squadra nel 2006, condividendo lo spogliatoio con leggende come Zidane e Guti.
Nonostante un titolo europeo Under 19 vinto da protagonista nel 2004, con la nazionale maggiore spagnola ha collezionato una sola presenza. Valero ha attribuito questa circostanza all’altissimo livello della sua generazione, pur rivelando che la nazionale italiana lo aveva contattato prima dei Mondiali in Brasile, senza che ci fossero però i presupposti per una naturalizzazione.
Uno dei momenti più bui è arrivato durante l’esperienza al Villarreal. La retrocessione inaspettata del club si è sommata a un difficile periodo personale legato alla malattia della madre. In quel frangente, Valero ha ammesso di essere andato in crisi e di averne superato gli effetti solo grazie all’aiuto di professionisti, un’esperienza che gli ha cambiato la prospettiva sulla vita.
Nel 2012 è approdato alla Fiorentina. Sebbene inizialmente non fosse convinto della destinazione, il progetto sportivo lo ha persuaso a firmare, una decisione che ha definito cruciale. A Firenze è diventato un idolo, tanto da essere soprannominato “il sindaco” dai tifosi. L’affetto della città lo ha spinto a rifiutare ricche offerte, a differenza di quanto fatto in gioventù, quando scelse l’Inghilterra per motivi economici.
Altrettanto significativa è stata la sua avventura all’Inter con Antonio Conte. Messo ai margini, Valero ha raccontato di aver affrontato il momento difficile grazie a un percorso di terapia, che lo ha aiutato a superare le insicurezze. Con determinazione è riuscito a far cambiare idea al tecnico, che lo ha reintegrato in squadra riconoscendone il merito. Ha elogiato Conte per la sua ossessione per la vittoria e la sua meritocrazia.
Ha concluso il suo percorso calcistico in Promozione, con il Centro Storico Lebowski. Questa scelta ha rappresentato una chiusura del cerchio, un ritorno al calcio giocato per puro divertimento e senza pressioni, come quando era bambino. Oggi si dedica alla famiglia e a nuovi sport come padel e golf.






