Lega Serie A: ‘Al calcio mancano i grandi campioni’

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Cronache sport calcio
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Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, è intervenuto al Festival di Parma per analizzare lo stato del calcio italiano. Secondo Simonelli, il problema non risiede nella Serie A, definita un campionato competitivo e in salute che ha registrato un significativo aumento di spettatori negli ultimi anni.

Nelle ultime tre stagioni, la media di pubblico a partita ha superato le 30 mila unità e il torneo cambia spesso vincitore, a dimostrazione del suo equilibrio. La criticità, ha spiegato Simonelli, emerge sul piano internazionale: all’Italia mancano i grandi campioni capaci di attrarre interesse globale e di fungere da modello per i giovani calciatori.

Questa carenza di talenti si riflette sulle prestazioni della Nazionale. Per invertire la rotta, Simonelli ha annunciato la condivisione di un programma di rilancio con il presidente del CONI, Giovanni Malagò. Si tratterà di un progetto a lungo termine che partirà dalle scuole per formare i fuoriclasse del futuro.

Il presidente della Lega ha poi fatto chiarezza su alcune dinamiche spesso fraintese dai tifosi, distinguendo i ruoli della Lega da quelli della Federcalcio. Ha spiegato che, sebbene la Lega Serie A sia una delle componenti della FIGC, le sue competenze sono specifiche e non includono decisioni come i divieti di trasferta, sui quali la Lega è anche intervenuta con un ricorso al Tar per tutelare i tifosi.

Simonelli ha inoltre evidenziato un problema di scouting a livello regionale, notando la scarsa presenza di giocatori siciliani e calabresi nei cinque principali campionati europei. Ha messo in discussione le ragioni di questa limitata rappresentanza territoriale ai massimi livelli.

All’evento è intervenuto anche l’amministratore delegato della Lega, Luigi De Siervo, che si è concentrato sul tema arbitrale. De Siervo ha auspicato un arbitraggio “più europeo”, caratterizzato da minori interruzioni per aumentare il tempo di gioco effettivo e valorizzare lo spettacolo.

L’ad ha inoltre richiesto maggiore severità nei confronti dei comportamenti scorretti provenienti dalle panchine, affinché l’attenzione rimanga sempre focalizzata sul campo da gioco.

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