NAPOLI – Paura nel rione Conocal di Ponticelli, dove una violenta lite tra giovanissimi è finita nel sangue. I carabinieri della stazione locale sono intervenuti presso l’ospedale Villa Betania a seguito del ricovero di un dodicenne, giunto al pronto soccorso con due ferite d’arma da taglio all’addome e al fianco. Il ragazzo si trova attualmente in osservazione. I medici hanno spiegato che non è in pericolo di vita. Le indagini immediate hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’aggressione, avvenuta in via del Flauto Magico per futili motivi tra coetanei. Gli investigatori hanno celermente identificato e bloccato il presunto responsabile: si tratta di un tredicenne che, vista la giovane età, non è imputabile per la legge italiana e verrà segnalato alla Procura per i minorenni.
Non è tutto. Durante il sopralluogo effettuato sul luogo dell’aggressione, la presenza delle gazzelle dell’Arma ha scatenato la fuga improvvisa di un gruppo di persone. I militari sono riusciti a fermare un trentaduenne del posto, trovato in possesso di una dose di hashish. La successiva perquisizione domiciliare nell’abitazione ha portato al rinvenimento e al sequestro di altri 50 grammi della stessa sostanza stupefacente, facendolo scattare l’arresto del 32enne. Il tragico episodio riporta al centro del dibattito la crescita della violenza minorile nelle periferie napoletane. L’intera comunità locale resta sotto shock per una lite finita a coltellate tra bambini poco più che adolescenti.
“Dobbiamo muoverci, perché forse è già troppo tardi. C’è qualcosa che bisogna fermare subito. Sta diventando un effetto domino – racconta al telefono Daniela Di Maggio, la madre di Giovanbattista Cutolo ucciso in una lite in piazza Municipio nell’agosto 2023 – avevo detto poco tempo fa che moriremo per mano di un bambino, se andremo avanti così. Questi bambini sanno che non avranno pena, perché di bambini si tratta”. E ancora: “Se un pre adolescente accoltella un coetaneo e resta senza pena, l’indomani perché non potrebbe rifarlo? Dopo la morte di mio figlio, io portai due report fatti da una neuropsichiatra, che racconta come il cervello degli adolescenti di oggi sia ben diverso dai coetanei di trenta anni fa. Se impara che uccidendo, non gli accade nulla, il giorno dopo continuerà a uccidere. Per questo io spingo perché venga rivista l’età punibile. Non siamo più di fronte a ragazzini incapaci di intendere e di volere. Qui parliamo di giovani strutturati, oggi i pre adolescenti non sono paragonabili a bambini. Lo dico non solo in quanto madre di Giogiò, ma come dottoressa esperta di cognitivo-comportamentale. Facciamo presto, siamo già in ritardo. Dobbiamo svegliarci. Se non ci fermiamo, tra poco i bambini di sei anni usciranno con i kalashnikov. Si spareranno, invece di accoltellarsi”.










