La Juventus ha chiuso la stagione 2025-2026 senza far esordire un solo calciatore proveniente dal proprio settore giovanile. Un evento che non si verificava da dodici anni e che rischia di interrompere il flusso di talento che dalla Next Gen arriva fino alla prima squadra.
Questo dato statistico rappresenta un’anomalia per una società che ha investito per prima nel progetto delle seconde squadre in Italia. Negli ultimi anni, proprio la valorizzazione dei giovani ha permesso al club di generare importanti plusvalenze, utili a finanziare le campagne acquisti.
Durante la stagione, sei giovani calciatori sono stati convocati in prima squadra da Igor Tudor o Luciano Spalletti senza però mai scendere in campo: Raffaele Huli, Niccolò Rizzo, Riccardo Radu, Simone Scaglia, Stefano Mangiapoco e Pedro Felipe. Per loro, l’esperienza si è limitata ad alcune panchine e a sporadiche sessioni di allenamento con i professionisti della Serie A. Il salto di categoria è rimasto soltanto teorico.
La mancanza di minuti in campo rappresenta un ostacolo alla crescita dei talenti e alla loro esposizione, sia che l’obiettivo sia formare un futuro titolare, sia che si punti al player trading. Un esempio è Tarik Muharemovic, ceduto al Sassuolo nel 2024 e ora seguito con interesse. Lo stesso Fabio Miretti, oggi un calciatore affermato, ha avuto il suo esordio nel 2022-2023 come tappa cruciale del suo percorso.
Il problema non risiede nella mancanza di qualità della seconda squadra. La Next Gen, allenata da Massimo Brambilla, ha concluso il campionato di Serie C al quinto posto nel girone B, raggiungendo il secondo turno dei playoff. La rosa ha messo in mostra diversi profili interessanti, come l’esterno David Puczka, autore di 10 gol e cinque assist.
Insieme a lui si sono distinti anche Giacomo Faticanti, Augusto Owusu, il giovane Adin Licina e il difensore centrale Javier Gil. Nonostante il materiale a disposizione, nessuno dei due allenatori che si sono succeduti in panchina ha deciso di attingere a queste risorse, preferendo affidarsi a giocatori di maggiore esperienza nella rincorsa, poi fallita, a un posto in Champions League.
L’ultima stagione senza esordienti dal vivaio è stata la 2013-2014. Da quel momento, ogni anno ha visto il debutto di almeno un giovane, da Moise Kean a Kenan Yildiz, passando per Nicolò Fagioli, Matias Soulé e Radu Dragusin. Questi esordi, anche se a volte limitati a pochi minuti, si sono rivelati passaggi fondamentali.
La speranza della dirigenza bianconera è che il flusso possa riprendere già dalla prossima stagione. Il progetto Next Gen rimane un asset strategico per il club e la sua mancata valorizzazione costituisce un danno sia tecnico sia economico. I primi segnali si attendono dal ritiro estivo di luglio, con l’auspicio che qualche nuovo volto possa trovare spazio in modo continuativo.







