Bove a Parigi per sostenere Cobolli al Roland Garros

118
Sport tennis
Sport tennis

Edoardo Bove è volato a Parigi per sostenere l’amico Flavio Cobolli in vista della finale del Roland Garros contro Alexander Zverev. Il calciatore, reduce da una stagione al Watford, ha voluto fare una sorpresa al tennista, raggiungendolo in gran segreto nella capitale francese.

La loro è un’amicizia quasi fraterna, nata fin da quando erano bambini e sognavano insieme un futuro da calciatori nella Roma. Sebbene le loro carriere abbiano poi preso strade diverse, una nel calcio e l’altra nel tennis, il loro legame non si è mai indebolito, anzi si è rafforzato nel tempo.

Questo profondo rapporto è stato cementato da un supporto reciproco costante. Cobolli è stato molto vicino a Bove dopo il problema cardiaco che, il 1° dicembre 2024, ha segnato una svolta nella sua carriera. A sua volta, Bove segue spesso l’amico negli appuntamenti più importanti del circuito tennistico. In una passata edizione di Wimbledon, il calciatore era volato a Londra per assistere allo storico quarto di finale raggiunto da Cobolli, dopo che quest’ultimo aveva dichiarato in un’intervista di sentire la mancanza della fidanzata e di Bove.

Anche in occasione della vittoria di Cobolli ad Acapulco, il tennista aveva espresso la sua gioia per il ritorno al calcio dell’amico, sperando di poter essere presto lui a tifare dagli spalti. Il piano per Parigi è stato organizzato con la massima riservatezza: Bove è arrivato mercoledì, con l’intenzione di assistere alla semifinale e di abbracciare l’amico solo a fine partita. L’incontro non si è poi disputato per il forfait di Matteo Arnaldi, ma Bove è rimasto per l’appuntamento più importante.

Il calciatore ha seguito con attenzione la sessione di allenamento di Cobolli sul campo Suzanne Lenglen, osservando da bordo campo il lavoro con il padre Stefano e il coach Alessandro Giannessi. Nonostante l’importanza del momento, Bove ha mantenuto un profilo basso, preferendo non rubare la scena all’amico. “Mi sento quasi a disagio a parlare”, ha commentato, “vorrei mantenere intime le mie sensazioni e quello che ci siamo detti”.

Con grande orgoglio, ha poi aggiunto: “Flavio si è costruito il suo destino, domani avrà un Paese che soffierà alle sue spalle. Io sono semplicemente un amico”. La sua presenza a Parigi è stata un gesto naturale per Bove, felice di poter far parte di quella che ha definito la “famiglia” di Cobolli in un momento così decisivo della sua carriera, a testimonianza di un legame che unisce due mondi dello sport.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome