Bufera sul senatore Silvestro. Accusato di violenza sessuale, ma lui nega: “Sono innocente”

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Francesco Silvestro, candidato di Forza Italia
Francesco Silvestro, candidato di Forza Italia

NAPOLI – “Io non ho ricevuto nessuna carta, nessun atto di indagine. Vediamo. Poi ci divertiamo”. Così il senatore Francesco Silvestro di Forza Italia, accusato da una imprenditrice di una violenza sessuale avvenuta nel suo studio da parlamentare in Senato. Il parlamentare ricorda l’incontro con la donna, ma “non è successo nulla. La signora me l’ha portata in ufficio un amico, servitore dello Stato, distaccato per lavoro al Senato”. Sull’accusa di violenza, ha detto il senatore, “modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale. Uno può dire quello che vuole. Poi però le cose vanno provate”.

Il presidente del Senato Ignazio La Russa, sulla base del Codice di condotta, “ha chiesto ai Senatori Questori di procedere agli accertamenti necessari per le successive valutazioni di competenza del Consiglio di Presidenza. A tal fine, il Presidente e i Questori si incontreranno martedì prossimo”. Lo riferiscono fonti della Presidenza del Senato.

Il senatore “dichiara la propria totale estraneità ai fatti. Chiarisce di non avere alcuna notizia della pendenza di un procedimento a suo carico. In ogni caso, se necessario, è pronto a chiarire ogni aspetto nelle opportune sedi. E si riserva ogni azione a tutela della propria reputazione e immagine”. Lo dichiara l’avvocato Roberto Guida, legale del parlamentare di FI.

“Pur nel pieno rispetto della presunzione di innocenza, e fermo restando che la magistratura farà il suo corso, il Senato come istituzione non può voltarsi dall’altra parte. Ritengo che anche la Bicamerale Femminicidio sia chiamata a interessarsi della vicenda. Non meno grave, inoltre, è il linguaggio con cui il senatore ha respinto le accuse: parlare di ‘divertirsi’ davanti a una denuncia per violenza, o ricondurne la credibilità all’aspetto fisico di chi la presenta, dice già molto della mentalità che siamo chiamati a contrastare”. Lo dice la senatrice Valeria Valente, componente del Consiglio di presidenza del Senato e della Bicamerale Femminicidio. Parole condivise dalla vicepresidente della commissione bicamerale Cecilia D’Elia e dal presidente del gruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia. Di “arroganza e stereotipi sessisti con la quale il senatore avrebbe risposto alle accuse” parla Roberta Mori, portavoce nazionale della Conferenza delle donne democratiche.

Molte le reazioni da parte del centrosinistra: “Il Senato della Repubblica non può e non deve essere associato a fatti del genere: chiediamo che l’istituzione faccia massima luce al più presto per accertare se questa violenza sia avvenuta all’interno dei suoi palazzi. I luoghi della democrazia devono essere i primi a garantire sicurezza e rispetto, non zone d’ombra”. Lo dichiara in una nota Fiorella Zabatta, co-portavoce nazionale di Europa Verde ed esponente di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs). “Al di là del percorso della magistratura, c’è un dato politico e culturale che riteniamo già da ora intollerabile. Le parole e le giustificazioni attribuite al senatore Silvestro, che riducono la vicenda a giudizi sull’aspetto fisico o a dinamiche personali, sono semplicemente inaccettabili”, aggiunge.

“Non si può non restare sconcertati rispetto al modo in cui Silvestro liquida la vicenda: lui un bel ragazzo, lei una normale”. Lo dichiara in una nota il gruppo del M5S al Senato, che parla di “problema culturale all’interno della maggioranza”.

Se i fatti verranno accertati, “Silvestro non può rimanere un giorno in più nella sua veste istituzionale all’interno del Senato”. Così in una nota Luana Zanella, capogruppo di Avs alla Camera.

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