Corruzione, chieste misure cautelari per il sindaco di Castel Volturno Marrandino e per l’ingegnere De Caprio

Si indaga su scatolina contenente banconote consegnata dal professionista di Cancello ed Arnone e riposta nella Jeep del primo cittadino. A 7 mesi dalle perquisizioni, la mossa dei pm. Il Tribunale fissa gli interrogatori preventivi.

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Pasquale Marrandino, sindaco di Castel Volturno
Pasquale Marrandino, sindaco di Castel Volturno

Una scatolina bianca passata all’interno della Jeep, nascosta sotto il sedile e poi riaperta più volte per prelevare le banconote. Sono le immagini su cui poggia la prima inchiesta per corruzione che ha coinvolto Pasquale Marrandino. Un’indagine complessa, diventata pubblica sette mesi fa con le perquisizioni – eseguite dai carabinieri di Caserta – nelle abitazioni, negli uffici e nelle automobili del politico e dell’ingegnere Daniele De Caprio.

Da allora il sindaco di Castel Volturno è finito in altri due fascicoli, continuando però a guidare regolarmente l’amministrazione. Adesso è arrivata la svolta: le tre indagini hanno spinto la Procura di Santa Maria Capua Vetere a chiedere una misura cautelare per il primo cittadino. Lo stesso provvedimento è stato sollecitato per De Caprio, originario di Cancello ed Arnone e trapiantato a Caserta.

Nei giorni scorsi il Tribunale ha fissato gli interrogatori preventivi, passaggio che precederà la decisione del giudice. Come previsto dalla riforma Nordio, Marrandino e De Caprio potranno rispondere alle contestazioni e provare a smontare l’impianto accusatorio tracciato dai pubblici ministeri Giacomo Urbano e Anna Ida Capone.

L’episodio principale, quello della ‘scatolina’, risale all’8 marzo 2025. I carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta lo registrarono grazie a una microtelecamera installata nella Jeep del sindaco. De Caprio sarebbe salito a bordo e avrebbe consegnato a Marrandino un contenitore bianco, simile a quelli utilizzati per cavetti o piccoli accessori telefonici. Il primo cittadino lo avrebbe poi nascosto sotto il sedile.

Nei giorni successivi le telecamere avrebbero ripreso Marrandino mentre recuperava più volte la scatola ed estraeva alcune banconote. L’11 marzo avrebbe prelevato due pezzi da 20 euro; il giorno seguente ne avrebbe contati tra 25 e 26, per un totale compreso tra 500 e 520 euro. I militari ritengono che la somma iniziale fosse superiore ai 560 euro, anche se l’importo complessivo non è stato determinato. Il 13 marzo il sindaco sarebbe stato ripreso mentre portava via il contenitore, nascondendolo sotto il giaccone.

Per la Procura, diretta da Pierpaolo Bruni, quel denaro sarebbe legato agli incarichi comunali ottenuti da De Caprio. Il professionista era stato nominato direttore dell’esecuzione del contratto per la raccolta e il trasporto dei rifiuti, un appalto quinquennale da oltre 25 milioni di euro, con un compenso di circa 28mila euro per due anni. Successivamente gli era stato affidato, per poco più di 15mila euro, il collaudo tecnico-amministrativo dei lavori per il recupero del waterfront del Parco Faber, bene confiscato alla camorra.

L’ipotesi accusatoria è che Marrandino abbia esercitato la propria influenza sugli uffici per favorire l’ingegnere e che la somma rappresentasse il corrispettivo di quegli interventi. Una ricostruzione che i due indagati – entrambi rispondono di corruzione – potranno contestare davanti al gip. Dopo il blitz dello scorso dicembre sono emersi gli altri fronti. Uno riguarda le elezioni comunali del 2024. Secondo l’accusa, Marrandino e il suo vice Giulio Natale avrebbero promosso un sistema per ottenere consensi in cambio di somme comprese tra 50 e 70 euro.

Nello stesso fascicolo viene contestato un presunto accordo stretto prima del ballottaggio da Marrandino con il consigliere regionale Giovanni Zannini. L’obiettivo sarebbe stato ottenere il sostegno dell’imprenditore Luca Pagano, non indagato, in cambio della promessa di utilità economiche e politiche. L’altro filone (il terzo e ultimo) riguarda ancora il servizio di igiene urbana. L’indagine, avviata dai carabinieri di Castello di Cisterna e poi passata ai militari di Caserta, ipotizza che Marrandino, all’epoca vicesindaco, fosse il destinatario di somme messe a disposizione per favorire la Teknoservice nella gestione e nella proroga dell’appalto.

Una tranche da 9mila euro sarebbe stata consegnata nel maggio 2021 a Umberto Sementini, indicato come intermediario, e trovata sotto il sedile della sua automobile. La richiesta della misura cautelare impone ora, inevitabilmente, anche una riflessione politica e istituzionale sulla permanenza di Marrandino alla guida del Comune. Non soltanto per il peso delle tre inchieste sull’amministrazione: qualora il gip ritenesse fondate le ipotesi della Procura, la disponibilità dei poteri legati alla carica potrebbe incidere sulla valutazione del pericolo di reiterazione.

Le eventuali decisioni del sindaco – se continuare a governare o passare la mano – potrebbero quindi assumere rilievo anche nel quadro cautelare. Dopo gli interrogatori, il giudice dovrà stabilire se accogliere o respingere la richiesta della Procura. Marrandino, De Caprio e gli altri indagati nei diversi filoni devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva.

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