Quartieri Spagnoli, Mazzarella e Contini firmano la tregua per il turismo: ora serve evitare faide

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Ciro Mazzarella e Eduardo Contini
Ciro Mazzarella e Eduardo Contini

NAPOLI – Tregua armata nel centro storico: accordo tra i clan nel nome del turismo. Secondo le ultime informative delle forze dell’ordine, nel cuore di Napoli si respira un clima di apparente serenità, dettato in realtà da una precisa e cinica strategia criminale. In vista dell’imminente stagione estiva, le due anime più potenti della camorra cittadina, il clan Mazzarella e il cartello dei Contini, hanno siglato un patto di non belligeranza. Una vera e propria tregua armata, definita dagli inquirenti e dalle forze dell’ordine come un accordo economico di fondamentale importanza, volto a preservare e incrementare i colossali guadagni legati al boom del turismo e della movida che sta investendo il centro storico e le aree limitrofe della metropoli partenopea.

Secondo le più recenti informative degli investigatori e della Direzione Distrettuale Antimafia, la strategia delle cosche ha subìto una profonda e radicale metamorfosi nell’ultimo periodo. Il classico pizzo diretto e sistematico sui commercianti e sui piccoli negozianti di quartiere è stato fortemente ridimensionato, se non addirittura accantonato in diverse zone. Questo cambio di rotta non è dovuto a una crisi dei clan, bensì alla reazione del tessuto sociale: oggi gli esercenti e gli imprenditori denunciano subito i tentativi di estorsione, rendendo l’attività di taglieggiamento troppo rischiosa per i soldati delle organizzazioni.

Le consorterie criminali più strutturate e potenti hanno così deciso di evolversi, preferendo ripulire e reinvestire i propri capitali illeciti direttamente all’interno dell’economia legale. I fiumi di denaro provenienti dal traffico di stupefacenti vengono immessi nell’acquisto e nella gestione di attività commerciali e ricettive, b&b, bar, ristoranti, ma anche in fiorenti servizi di noleggio di autovetture e di imbarcazioni di lusso destinate ai visitatori.

Il turismo è diventato la nuova frontiera del riciclaggio della camorra, un business pulito ed estremamente redditizio. Proprio per questo motivo la pace interna diventa un requisito essenziale per i bilanci della criminalità organizzata. Gli analisti sottolineano come, in caso di una nuova faida di camorra tra i vicoli del centro storico, l’intero indotto turistico rischierebbe di bloccarsi immediatamente. L’eco anche mediatica di sparatorie, agguati e stese, spingerebbe le forze dell’ordine a intensificare i controlli e le indagini, provocando di fatto danni economici enormi e irreparabili per le casse dei clan. La pax mafiosa serve dunque a garantire stabilità in centro e a tutelare gli investimenti immobiliari e commerciali.

Questa pax criminale solleva però forti preoccupazioni tra le autorità e le istituzioni locali. Se da un lato la diminuzione dei reati di sangue e delle estorsioni tradizionali regala una percezione di maggiore sicurezza ai cittadini, dall’altro l’infiltrazione silenziosa della camorra nell’economia sana rischia di alterare le regole del libero mercato, soffocando gli imprenditori onesti. La sfida per gli investigatori si sposta adesso sul piano patrimoniale, per andare a colpire i prestanome e i veri e propri imperi economici che i clan stanno erigendo dietro la facciata splendente del turismo.

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