Sconta il conto con la giustizia: arrestato 46enne a Mondragone, deve espiare oltre 4 anni per truffe e lesioni

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

MONDRAGONE – Si chiude il cerchio per un 46enne di origini napoletane, la cui variegata carriera criminale, protrattasi per anni tra la Campania e la Basilicata, ha trovato il suo epilogo nella tarda mattinata dello scorso 7 giugno. È stato allora che i Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone hanno bussato alla sua porta, ponendo fine alla sua libertà e notificandogli un ordine di carcerazione divenuto irrevocabile. Un provvedimento pesante, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli, che cumula una serie di condanne definitive e presenta all’uomo un conto salato con la giustizia: 4 anni, 3 mesi e 10 giorni di reclusione.

L’operazione, che si inserisce nella costante e capillare attività di controllo del territorio e di esecuzione dei provvedimenti giudiziari da parte dell’Arma, è il risultato di un’attenta attività investigativa. I militari, dopo una serie di mirati accertamenti finalizzati a localizzare con precisione il soggetto, lo hanno rintracciato presso la sua residenza sul litorale domitio, dove l’uomo viveva. Non ha opposto resistenza quando i Carabinieri gli hanno notificato l’atto, comprendendo che per lui le porte del carcere si stavano per aprire.

Il provvedimento esecutivo rappresenta la summa di un percorso giudiziario complesso, che ha ricostruito le tappe di un’attività illecita tanto diversificata quanto geograficamente estesa. I reati per cui il 46enne è stato condannato in via definitiva risalgono al biennio 2015-2017. Un vero e proprio “nomadismo criminale” che lo ha visto protagonista di episodi delittuosi nelle province di Caserta, Napoli e Matera. La lista dei capi d’imputazione è lunga e testimonia la poliedricità delle sue azioni: si va dalla truffa commessa in concorso, reato che suggerisce un modus operandi studiato e la presenza di complici, alla falsità materiale, che indica la capacità di alterare documenti o creare inganni strutturati.

Ma il profilo criminale dell’uomo non si esaurisce nei reati contro il patrimonio. Le sentenze definitive lo riconoscono colpevole anche di lesioni personali aggravate e di porto di oggetti atti ad offendere, fattispecie che delineano un soggetto incline anche alla violenza e pericoloso. I fatti specifici si sono consumati nei territori di Caivano, nel napoletano, di Matera e Pomarico, in Basilicata, e dello stesso comune di Mondragone, dove aveva scelto di risiedere.

L’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale ha quindi proceduto al cosiddetto “cumulo pena”, unificando le diverse condanne passate in giudicato e calcolando la pena residua complessiva da espiare. Oltre alla detenzione, il 46enne è stato condannato al pagamento di una multa di 1.650 euro.

Dopo le formalità di rito espletate presso la caserma dei Carabinieri, l’uomo è stato dichiarato in stato di arresto e tradotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Lì sconterà la sua pena, mettendo la parola fine a una lunga scia di reati che per anni hanno leso la sicurezza e il patrimonio di cittadini in diverse regioni del Sud Italia.

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