Il consumo di Gas Naturale Liquefatto (Gnl) in Italia raggiungerà le 231 mila tonnellate nel 2025, con un incremento dell’11% rispetto all’anno precedente. Questa previsione è emersa dal report “Il mercato del Gnl nel 2025”, realizzato dalla società di consulenza BIP per Assogasliquidi-Federchimica.
I dati hanno mostrato andamenti diversi tra i vari settori. Il trasporto su strada, che costituisce circa il 75% dei consumi totali, ha evidenziato un rallentamento, con una crescita prevista di appena il 3% a causa delle dinamiche di rinnovo delle flotte. Le nuove immatricolazioni di mezzi pesanti a Gnl, seppur in lieve ripresa, non sono state sufficienti a sostenere una domanda più robusta.
Al contrario, il comparto industriale ha confermato una solida traiettoria di espansione, con consumi stimati a 50 mila tonnellate (il 22% del totale). Il numero di impianti industriali alimentati a Gnl salirà a 78, con un aumento del 16%. La crescita è stata sostenuta dalla competitività del Gnl rispetto ad altri combustibili e dai benefici in termini di minori emissioni, soprattutto in aree non raggiunte dalla rete nazionale del gas come la Sardegna.
Segnali molto positivi sono arrivati dal settore marittimo, che nel 2025 ha visto l’avvio delle prime operazioni di rifornimento diretto da nave a nave (bunkeraggio “ship-to-ship”). Sebbene ancora in fase iniziale, con consumi per 5,9 mila tonnellate, questo segmento è considerato quello con il maggior potenziale. A livello globale, la flotta di navi alimentate a Gnl è in continua crescita e supererà le 1.600 unità entro il 2030.
Per trasformare questo potenziale in realtà, Assogasliquidi ha indicato la necessità di interventi politici. L’associazione ha sollecitato il Ministero dei Trasporti per l’attivazione di incentivi destinati al rinnovo dei veicoli industriali e ha richiesto l’estensione del credito d’imposta per favorire l’acquisto di Gnl e della sua versione rinnovabile, il Bio-Gnl.
È stata inoltre sottolineata l’urgenza di semplificare le procedure autorizzative per i rifornimenti nei porti e di definire un quadro normativo stabile per il Bio-Gnl. Attualmente, la sua diffusione è frenata da incertezze regolatorie e dalla mancanza di sistemi di certificazione della sostenibilità armonizzati a livello europeo.
Secondo gli analisti di BIP, il futuro del mercato dipenderà da tre fattori: quadro regolatorio, politiche di incentivazione e sviluppo infrastrutturale. “Il settore navale potrebbe quasi raddoppiare il volume complessivo del mercato italiano entro il 2028”, ha spiegato Federico Buccetti di BIP, sottolineando però la necessità di potenziare le infrastrutture, la cui copertura è ancora limitata nel Sud Italia.
Il report ha delineato tre scenari evolutivi: uno scenario “basso” prevede una crescita contenuta a 303 mila tonnellate entro il 2028. Nello scenario più favorevole, con pieno supporto normativo e incentivi, il mercato potrebbe invece raggiungere circa 460 mila tonnellate, raddoppiando quasi i volumi attuali.









