NAPOLI – Una giornata di fuoco per la criminalità campana, quella dello scorso 15 giugno. Con due distinte ma imponenti operazioni, la Polizia di Stato, coadiuvata dal Servizio Centrale Operativo e da un esperto di Europol, ha inferto un durissimo colpo a due diverse filiere illecite, smantellando una centrale internazionale di contraffazione a Pozzuoli e stroncando un ingente traffico di droga nel cuore del Rione Traiano.
Il primo, e più complesso, intervento è scattato su impulso delle autorità francesi. Da tempo, infatti, gli investigatori d’oltralpe erano sulle tracce di un’organizzazione criminale con base operativa tra Napoli e diverse città della Francia, specializzata non solo nella produzione e distribuzione di banconote false, ma anche nel ben più pericoloso traffico di armi, munizioni ed esplosivi. Un network moderno e spregiudicato, che per gestire i propri affari illeciti si avvaleva di un canale dedicato su una nota piattaforma social, attraverso il quale venivano presi contatti e finalizzate le transazioni.
L’anello di congiunzione tra la filiera francese e quella napoletana è stato individuato in un cittadino straniero di 27 anni, destinatario di un mandato di arresto europeo. Gli uomini della Squadra Mobile di Napoli e dello SCO lo hanno rintracciato nella sua abitazione a Pozzuoli, un appartamento che si è rivelato essere una vera e propria stamperia del crimine. La perquisizione ha permesso di rinvenire e sequestrare un tesoro illecito: banconote contraffatte in tagli da 100, 50, 20 e 10 euro, per un valore nominale complessivo superiore a 91.000 euro. Ma non solo. Gli agenti hanno scoperto anche un macchinario professionale per la produzione di targhe automobilistiche contraffatte e altre due stampanti ad alta definizione, ritenute idonee alla produzione di ulteriori valute false.
L’attività del 27enne non si limitava alla carta. Durante la perquisizione sono state trovate le chiavi di due autovetture di grossa cilindrata. I successivi accertamenti hanno permesso di individuarle e di scoprire che si trattava di veicoli rubati e “clonati”, ovvero dotati di targhe e numeri di telaio contraffatti per corrispondere a veicoli identici e regolarmente circolanti. Un sistema sofisticato per riciclare la refurtiva. Di fronte a tale quadro probatorio, per il giovane sono scattate le manette non solo in esecuzione del mandato europeo, ma anche in flagranza per i reati di falsificazione e detenzione di monete falsificate, contraffazione delle impronte di una pubblica autenticazione e riciclaggio di veicoli.
Contemporaneamente, un’altra squadra della Polizia di Stato, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Campania, era impegnata in un’operazione mirata alla repressione dello spaccio nel Rione Traiano. Qui, a seguito di un controllo presso l’abitazione di tre fratelli di 64, 60 e 58 anni, è stato inferto un altro duro colpo al narcotraffico. All’interno di un borsone, abilmente occultato, gli agenti hanno rinvenuto 85 involucri termosaldati contenenti cocaina purissima, per un peso complessivo di quasi 6,5 chilogrammi. Un quantitativo enorme, destinato a inondare le piazze di spaccio della città e che, una volta tagliato e venduto al dettaglio, avrebbe fruttato centinaia di migliaia di euro. Insieme alla droga, è stato sequestrato anche tutto il materiale necessario per il confezionamento delle dosi. Per i tre fratelli si sono immediatamente aperte le porte del carcere con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti.















