Caldo record in Europa: il rischio delle notti tropicali

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Notti tropicali
Notti tropicali

A poche settimane dalla bolla di calore che a maggio 2026 trasformerà l’Europa in una serra afosa, le temperature sul continente torneranno a punte estreme. Nei prossimi giorni sono attese in Italia temperature fino a 40 gradi Celsius. Questa ondata, che colpirà in particolar modo Italia, Spagna, Francia e Portogallo, è destinata a protrarsi fino alla fine del mese.

La causa del fenomeno sarà l’espansione di un’imponente struttura di alta pressione dall’entroterra sahariano verso l’area mediterranea. Risalendo verso il Nord Africa e assestandosi sulle regioni meridionali, questo sistema, noto come anticiclone africano, agirà come uno scudo contro le perturbazioni atlantiche, azzerando quasi ovunque le precipitazioni.

Non si tratterà di un momento di calore passeggero, ma di un vero e proprio blocco atmosferico. Questa situazione sta diventando sempre più comune a causa dei gas a effetto serra che riversiamo in atmosfera. La conseguenza più preoccupante per gli esperti è un surriscaldamento che non accennerà a diminuire nemmeno durante le ore notturne.

Si tratta del fenomeno delle ‘notti tropicali’, un’espressione che descrive una condizione pericolosa, considerata la principale causa della mortalità in eccesso legata a questi eventi climatici. Vengono definite così le notti in cui la temperatura esterna non scende sotto i 20 °C e, nei casi peggiori, nemmeno sotto i 25 °C.

In questa situazione, il corpo è privato di una fondamentale finestra di riposo, perché il sistema cardiovascolare deve continuare a lavorare sotto sforzo per raffreddare l’organismo. Il fisico non ha quindi modo di riprendersi dallo stress termico accumulato durante il giorno.

Oltre a compromettere il sonno, le notti tropicali rappresentano un rischio concreto per le persone con salute vulnerabile. Come ha spiegato l’analista meteo Ionna Vergini, ‘la mortalità in eccesso durante le ondate di caldo è molto più correlata a una serie di notti consecutive con minime elevate che non a un singolo pomeriggio rovente’.

Nell’ultimo decennio, il numero di notti tropicali in Europa è cresciuto a causa dei cambiamenti climatici. Il fenomeno è particolarmente accentuato nelle città, dove il calore rimane intrappolato tra gli edifici ed è assorbito da asfalto e cemento, un effetto noto come ‘isola di calore urbana’.

Per tutelarsi durante le notti eccessivamente calde, specialmente in assenza di aria condizionata, si possono adottare alcuni accorgimenti. L’uso di un ventilatore può incoraggiare l’evaporazione del sudore, facilitando la regolazione della temperatura interna.

Raffreddare i piedi, ad esempio con delle calze lasciate in frigorifero, aiuta ad abbassare la temperatura di tutto il corpo. Infine, evitare di usare il forno durante le ore più calde e mantenere tapparelle abbassate sono strategie efficaci per limitare l’accumulo di calore nelle stanze.

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