Scozia, difesa in crisi: mancano i portieri titolari

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Cronache sport calcio
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La nazionale scozzese si prepara ad affrontare una delle sfide più complesse del suo percorso al Mondiale: l’incontro con il Brasile. A preoccupare il commissario tecnico Steve Clarke non è solo la caratura tecnica degli avversari, ma una vera e propria emergenza interna che riguarda il ruolo più delicato, quello del portiere. La situazione è critica, poiché nessuno dei tre estremi difensori convocati ha avuto un ruolo da protagonista nei rispettivi club durante l’ultima stagione.

Il dato aggregato è allarmante e fotografa la dimensione del problema. Angus Gunn, Liam Kelly e Craig Gordon hanno accumulato insieme appena sette presenze ufficiali, di cui solamente due dal primo minuto. Un bagaglio di esperienza stagionale decisamente insufficiente per affrontare una competizione di altissimo livello, specialmente contro una delle nazionali più temibili al mondo. Questa mancanza di continuità solleva seri interrogativi sulla tenuta psicofisica dei portieri in un palcoscenico così esigente.

Analizzando i singoli profili, la situazione appare ancora più intricata. Angus Gunn, trentenne in forza al Nottingham Forest, ha disputato solo un tempo in Premier League durante l’intera stagione, nella partita contro il Crystal Palace. Nel suo club, la gerarchia lo ha visto chiuso prima dal belga Matz Sels e poi dal brasiliano John Victor, relegandolo a un ruolo di terzo portiere. Nelle amichevoli pre-Mondiale, Clarke gli ha concesso fiducia, ma l’assenza di ritmo partita a livello di club rappresenta un’incognita pesante.

Non va meglio a Liam Kelly, portiere dei Rangers di Glasgow. Per lui la stagione ha portato in dote tre presenze, tutte maturate nelle coppe nazionali. In campionato, invece, il suo score è stato di zero minuti, con il posto da titolare saldamente nelle mani dell’inglese Jack Butland. Anche per Kelly, dunque, la convocazione in nazionale è arrivata nonostante una stagione passata quasi interamente in panchina, una condizione che non aiuta a mantenere la lucidità e i riflessi necessari per il calcio internazionale.

Il terzo nome è quello di una leggenda del calcio scozzese, Craig Gordon. Con i suoi oltre 43 anni, è il giocatore più anziano della competizione, un veterano dall’esperienza immensa. Tuttavia, anche il suo impiego agli Hearts di Edimburgo è stato limitato. Nell’ottima stagione della sua squadra, Gordon è sceso in campo solo tre volte, partendo titolare in due occasioni. Il numero uno designato del club è stato il tedesco Alexander Schwolow. Se da un lato la sua leadership potrebbe essere un valore aggiunto per lo spogliatoio, dall’altro la sua condizione fisica e la scarsa attività recente sono elementi di forte dubbio.

Il dilemma per Steve Clarke è enorme. Dovrà scegliere chi, tra un portiere senza minuti in Premier League, uno specialista di coppe nazionali e una leggenda a fine carriera, potrà offrire maggiori garanzie contro la potenza di fuoco brasiliana. La sfida si preannuncia quasi proibitiva e richiederà un miracolo sportivo, a partire proprio dalla porta.

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