Mediterraneo: estati con più caldo e piogge violente

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Clima estremizzato
Clima estremizzato

Il clima del Mediterraneo si è estremizzato a causa del riscaldamento globale. Ondate di calore con temperature roventi si alternano a precipitazioni di eccezionale intensità, delineando un nuovo scenario per le nostre stagioni. Antonello Pasini, fisico del clima e primo ricercatore del Cnr-Iia, ha spiegato come il cambiamento di origine antropica stia modificando in profondità le estati nell’area.

Secondo l’esperto, il fenomeno è legato a un mutamento nella circolazione dell’aria. Fino a qualche decennio fa, le estati erano dominate dall’anticiclone delle Azzorre, una massa d’aria stabile e mite proveniente dall’Atlantico che confinava il grande caldo sull’Africa. Ora, l’aumento delle temperature globali ha causato un’espansione verso nord della circolazione equatoriale e tropicale.

Di conseguenza, al posto dell’anticiclone delle Azzorre, sono arrivati gli anticicloni subtropicali africani. Queste strutture sono molto più potenti e portano con sé ondate di calore più intense, maggiore siccità e, in alcuni casi, fenomeni meteorologici imprevisti. L’Italia, ad esempio, trovandosi spesso sul bordo orientale di queste strutture, può subire infiltrazioni di correnti più fresche da nord che, scontrandosi con l’aria calda, generano temporali pomeridiani molto violenti, soprattutto al Centro-Sud.

La rapidità di questo cambiamento è un fattore di grande preoccupazione. Uno studio congiunto dell’Università dell’Aquila e del Cnr-Iia, pubblicato sulla rivista scientifica “Climate”, ha rivelato una netta accelerazione del riscaldamento a partire dal decennio scorso. Intorno al 2013-2014 è stato individuato un punto di svolta, dopo il quale la temperatura media globale ha iniziato a salire in modo molto più ripido.

Se in precedenza si registrava un aumento di circa 0,16-0,18 °C per decennio, i dati più recenti indicano un incremento superiore a 0,34 °C nello stesso arco di tempo. In pratica, la velocità del riscaldamento è quasi raddoppiata, un dato che gli scienziati considerano allarmante per le sue implicazioni future.

Per quanto riguarda le previsioni a breve termine, l’ondata di calore che ha investito parte dell’Europa, Italia inclusa, si protrarrà almeno fino al prossimo fine settimana, con temperature stazionarie su livelli molto elevati e un possibile ulteriore incremento al Centro-Nord. Solo successivamente si potrebbe intravedere un cambiamento nella circolazione atmosferica.

Le previsioni stagionali indicano un’estate complessivamente più calda della norma. Secondo Pasini, quando gli anticicloni africani si ritireranno o si sposteranno, lasceranno spazio a correnti più fresche atlantiche o fredde provenienti da nord. I forti contrasti termici che ne deriveranno saranno la causa di episodi di precipitazione estrema. Si è passati così da un’estate mite, tipica del “clima mediterraneo”, a una stagione segnata da estremi opposti: lunghi periodi di siccità e caldo torrido interrotti da piogge torrenziali.

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