NAPOLI – Il fantasma della faida torna a perseguitare i Quartieri Spagnoli, trascinando il centro storico in un vortice di terrore e piombo. L’ultimo preoccupante segnale di questa escalation criminale è andato in scena ieri notte in via Montesanto. Intorno all’una, il silenzio dei vicoli è stato squarciato dal fragore delle armi da fuoco, svegliando di soprassalto i residenti terrorizzati.
Sul posto sono immediatamente intervenute le Volanti della Questura che, insieme agli uomini della Scientifica, hanno rinvenuto e repertato sette bossoli abbandonati sull’asfalto. Erano ancora caldi: esplosi pochi minuti prima dell’arrivo delle pattuglie. Non si registrano feriti, ma per gli inquirenti la dinamica non lascia spazio a dubbi: si è trattato di un’azione dimostrativa, una prova di forza nell’ambito di una guerra totale per il controllo del territorio. L’obiettivo è il controllo delle redditizie piazze di spaccio nel centro storico.
Non è tutto. Questo raid rappresenta solo l’ultimo tassello di un frenetico “botta e risposta” armato iniziato poche ore prima. I carabinieri del nucleo radiomobile e della compagnia Centro erano infatti già intervenuti in via Laura Mancini Oliva, dove un gruppo di centauri aveva esploso sei proiettili calibro 7,65 prima di dileguarsi nei vicoli. Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, questa stesa era stata la risposta immediata all’attacco della notte precedente in via San Carlo alle Mortelle, dove erano stati esplosi quattro colpi calibro 9 contro quello che viene ritenuto il nuovo covo blindato del clan Mazzarella. Una rappresaglia lampo, consumata in meno di ventiquattro ore, che conferma la gravità dello scontro in atto. Ora può succedere di tutto.
Dietro la sequenza di bossoli si nasconde una fitta e allarmante geopolitica camorristica. L’organizzazione criminale di San Giovanni a Teduccio sta tentando di espandersi nei Quartieri Spagnoli approfittando del vuoto di potere generato dalle ultime operazioni giudiziarie.
I Mazzarella avrebbero affidato questo avamposto logistico a uno storico colonnello, profondo conoscitore della zona compresa tra il Pallonetto di Santa Lucia e Montecalvario. Un’incursione che le storiche famiglie locali non sono disposte a tollerare, decise a difendere a ogni costo i proventi delle piazze di spaccio.
Il rischio di un’escalation di sangue resta altissimo anche a causa delle possibili alleanze sullo sfondo. Gli investigatori non escludono che dietro la violenta rivolta delle paranze locali possa esserci la regia occulta dell’Alleanza di Secondigliano, cartello criminale da sempre rivale dei Mazzarella e storicamente non propenso ad accettare l’avanzata dei nemici nel cuore della città.
Le stese incrociate di questi giorni risuonano dunque come un esplicito e violento ultimatum: un invito a fare un passo indietro per evitare che la guerra di messaggi si trasformi in una faida aperta.
La situazione è in continua evoluzione, spiega un investigatore esperto. La contrapposizione tra l’Alleanza di Secondigliano e i Mazzarella rappresenta lo scontro tra i due blocchi storici e più potenti della criminalità organizzata partenopea. Può esplodere da un momento all’altro nel centro storico.
Le famiglie dei Quartieri Spagnoli potrebbero chiedere l’aiuto e il sostegno dell’Alleanza, che potrebbe schierare i Licciardi del vicino quartiere Vasto. Gli scenari sarebbero imprevedibili. Il primo fronte sarebbe tra Poggioreale e i Decumani.
Mentre l’Alleanza, forte di una struttura federale e di una solida base nell’area nord, difende la propria egemonia storica sui traffici del centro cittadino, i Mazzarella tentano ciclicamente di accerchiarla stringendo patti con le paranze locali dei vicoli.
Questo delicato equilibrio, già logorato da anni di tregua armata, rischia ora di frantumarsi definitivamente proprio a causa dell’incursione nei Quartieri Spagnoli. Se l’avamposto mazzarelliano dovesse consolidarsi, l’Alleanza potrebbe decidere di finanziare e armare direttamente i gruppi autoctoni per una controffensiva su larga scala. Lo scenario che più spaventa gli investigatori è dunque quello di una guerra totale e non più confinata a singoli raid dimostrativi, capace di estendersi rapidamente dal cuore antico di Napoli fino alle estreme periferie della metropoli.









