Juventus: Muharemovic esita sul ritorno a Torino

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Cronache sport calcio
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La Juventus ha messo nel mirino Tarik Muharemovic, individuando nel difensore bosniaco del Sassuolo il rinforzo ideale per la propria retroguardia. L’operazione è resa particolarmente vantaggiosa per i bianconeri, che grazie a un accordo precedente detengono una clausola sul 50% del prezzo di un’eventuale futura vendita del calciatore.

Tuttavia, la trattativa presenta delle complessità che vanno oltre il mero aspetto economico. A frenare il giocatore sono infatti ragioni di carattere personale, legate al suo orgoglio e al modo in cui si è conclusa la sua precedente esperienza a Torino, un passato che il difensore non ha dimenticato.

Un primo episodio significativo risale al 4 gennaio 2024. In quell’occasione, l’allora tecnico Massimiliano Allegri lo aveva convocato per la prima volta in prima squadra per la partita degli ottavi di Coppa Italia contro la Salernitana. Nonostante un risultato finale di 6-1, Muharemovic non è sceso in campo.

Quella mancata opportunità ha lasciato un segno profondo nel giocatore. “Non mi piace parlare di questo, perché ho passato dei momenti non bellissimi. Non è stato facile guardare i compagni esordire e io essere l’unico a non giocare”, ha rivelato Muharemovic in una recente intervista, confermando il suo profondo malessere di quel periodo.

Il risentimento del difensore è apparso ancora più comprensibile se si considera che in quella stessa stagione diversi suoi compagni della Next Gen, tra cui Yildiz, Huijsen, Nonge, Cerri e Sekulov, hanno avuto l’opportunità di esordire con la prima squadra.

Una seconda delusione si è poi concretizzata durante l’estate del 2024. Dopo una stagione da grande protagonista in Serie C, Muharemovic è stato aggregato alla prima squadra in partenza per il ritiro, ma il nuovo allenatore, Thiago Motta, non lo ha praticamente mai preso in considerazione. Il tecnico non gli ha concesso neanche un minuto nell’amichevole contro il Norimberga.

Questa ulteriore esclusione ha spinto il centrale bosniaco di nuovo verso la Next Gen, per poi essere ceduto al Sassuolo a fine agosto. Il giocatore ha poi raccontato di essere “diventato duro come mio padre”, a testimonianza di un carattere forgiato anche da queste difficoltà.

Oggi la Juventus gli offre la possibilità di una rivincita, ma la decisione finale spetta a lui. Per poter tornare a vestire la maglia bianconera, il difensore dovrà essere in grado di superare le scorie del passato e mettere da parte l’orgoglio che lo ha sempre contraddistinto.

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