NAPOLI – Una passeggiata serale nel cuore di Fuorigrotta si è trasformata nell’epilogo della sua libertà. Credeva forse di essere un uomo come tanti, di potersi confondere tra la gente nelle strade del quartiere, ma sulla sua testa pendeva una condanna definitiva per reati infamanti. La sua latitanza, durata circa tre mesi, è terminata ieri sera, quando una pattuglia della Polizia di Stato lo ha fermato per un controllo di routine che si è rivelato fatale. Per un 55enne napoletano si sono così aperte le porte del carcere: dovrà espiare una pena di 5 anni e 4 mesi di reclusione per violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo.
La cattura è avvenuta nella serata di giovedì 2 luglio. Gli agenti del Commissariato San Paolo, impegnati nel consueto e capillare servizio di controllo del territorio, stavano transitando in via dei Missionari. La loro attenzione è stata attirata da un uomo che camminava lungo la strada. Un controllo come tanti, almeno all’apparenza. Gli operatori hanno fermato il 55enne, chiedendogli i documenti per una normale identificazione. L’uomo, forse confidando nella casualità del momento, ha obbedito senza opporre resistenza.
È stato in quel preciso istante che il suo passato è tornato a presentargli il conto. Pochi minuti, il tempo di inserire le sue generalità nel terminale collegato alla banca dati delle forze dell’ordine, e la normalità si è frantumata. Sullo schermo è comparso un alert inequivocabile: a carico dell’uomo pendeva un provvedimento per la carcerazione. Non un semplice mandato di cattura per indagini in corso, ma un ordine di esecuzione pena definitivo, emesso lo scorso 1° aprile dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – Ufficio Esecuzioni Penali.
L’ombra che lo ha raggiunto ieri sera risale a sei anni fa, al 2020. Fu in quell’anno che l’uomo si macchiò dei gravissimi reati per i quali è stato condannato in via definitiva: violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo. Fatti commessi a Napoli, su cui si è concluso un lungo e complesso iter giudiziario che ha accertato le sue responsabilità. La sentenza, divenuta esecutiva, ha dato il via all’emissione del provvedimento che lo destinava alla reclusione. Da quel 1° aprile, di fatto, il 55enne era un ricercato, un uomo che doveva essere assicurato alla giustizia per iniziare a scontare la sua pena.
Per il 55enne non c’è stata alcuna possibilità di fuga o di replica. Di fronte all’evidenza del provvedimento, gli agenti del Commissariato San Paolo lo hanno dichiarato in stato di arresto. Le manette sono scattate ai suoi polsi in mezzo alla strada, ponendo fine alla sua vita da uomo libero. L’indagato è stato quindi condotto presso gli uffici di polizia per le procedure di rito e la fotosegnalazione, prima di essere trasferito presso la casa circondariale di Poggioreale. Si chiude così, con un arresto quasi casuale in una sera d’estate, un capitolo giudiziario doloroso, assicurando alla giustizia un uomo condannato per crimini odiosi e restituendo, almeno in parte, un senso di giustizia alle vittime di quella terribile violenza.


















