NAPOLI – Un’alba di sirene e manette ha squarciato la quiete apparente del litorale domitio. Dalle prime ore di oggi, 7 luglio 2026, la Direzione Investigativa Antimafia ha inferto un durissimo colpo alla camorra casalese, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 22 persone. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ed emessa dal GIP del Tribunale partenopeo, ha smantellato l’organigramma della fazione RUSSO-SCHIAVONE, considerata l’erede diretta del potere criminale sul territorio di Castel Volturno e nelle aree limitrofe.
Le accuse, pesantissime, vanno dall’associazione per delinquere di stampo camorristico all’intestazione fittizia di beni, passando per riciclaggio, autoriciclaggio, estorsione e, per alcuni, associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti. Un’attività criminale a tutto tondo, che aveva nel gioco d’azzardo illegale uno dei suoi pilastri economici, con l’aggravante di aver agito per agevolare e rafforzare il clan.
Il provvedimento restrittivo è il culmine di una complessa indagine avviata nel 2022 dal Centro Operativo DIA di Napoli. Gli investigatori hanno meticolosamente ricostruito la filiera di comando del sodalizio, storicamente legato al “clan dei Casalesi” e in particolare alla fazione del superboss Francesco Schiavone, detto “Sandokan”. I vertici dell’organizzazione sono stati individuati nei discendenti diretti del capostipite, Giuseppe Russo, alias “Peppe o’ padrino”, uno dei fedelissimi di Sandokan, detenuto dal 2004 in regime di 41-bis.
Le indagini hanno svelato un sistema criminale strutturato e pervasivo. I vertici del clan, ancora a piede libero, non solo gestivano la “cassa comune” per distribuire i proventi delle attività illecite alle famiglie dei detenuti, ma fungevano da cruciale cinghia di trasmissione. Mantenevano infatti i contatti tra i boss reclusi al carcere duro e gli affiliati sul territorio, veicolando ordini e strategie. Il clan si era eretto a vero e proprio “anti-Stato”, intervenendo nella risoluzione di controversie private su richiesta dei cittadini, che ne invocavano l’intervento per dirimere questioni di ogni genere, consolidando così il proprio controllo sociale.
La violenza era uno strumento di governo quotidiano. Le indagini hanno documentato l’esistenza di “squadrette di picchiatori”, composte da giovani reclutati all’occorrenza, utilizzate per realizzare pestaggi e spedizioni punitive. Bastava un debito di gioco non onorato o un presunto affronto all’onore della famiglia di un affiliato per scatenare una reazione brutale, un monito tangibile per chiunque osasse sfidare il potere del clan.
L’attuale reggente, secondo gli inquirenti, aveva messo in piedi un vero e proprio impero economico, schermato da una rete di prestanome. Attraverso operazioni di riciclaggio e autoriciclaggio, i capitali illecitamente accumulati venivano reinvestiti in attività commerciali apparentemente legali: diversi bar, un lido balneare, una gelateria, una piscina con annesso bar e una sala scommesse, tutti concentrati a Castel Volturno.
Il core business, tuttavia, restava il gioco d’azzardo. Il clan gestiva l’installazione e lo sfruttamento di apparecchi vietati dall’articolo 110 del TULPS, affiancando a questa attività la raccolta di scommesse su piattaforme online illegali. Proprio all’interno di uno dei locali adibiti a centro scommesse, era stata creata una piazza di spaccio per vendere droga ai clienti, un’ulteriore fonte di guadagno per l’organizzazione.
Contestualmente agli arresti, la DDA di Napoli ha emesso un decreto di sequestro preventivo d’urgenza. I sigilli sono scattati per 14 società, tra cui tre bar, un lido, una piscina, una pizzetteria e una sala scommesse. Sequestrati anche numerosi immobili, box, veicoli, motoveicoli e la lussuosa villa intestata al reggente del clan. Il valore complessivo dei beni sottratti all’organizzazione criminale è stato stimato in oltre due milioni di euro.
Si precisa che il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in fase di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione. I destinatari della stessa sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.
I nomi degli indagati e le misure cautelari applicate
RUSSO Costantino, nato a Napoli il 29/10/1990, custodia cautelare in carcere
RUSSO Nohak, nato a Castel Volturno il 19/11/2003, custodia cautelare in carcere
TONZIELLO Maria Antonietta, nata a Napoli il 07/10/1968, indagata a piede libero
LETIZIA Raffaele, nato a Casal di Principe (CE) il 15.4.1969, custodia cautelare in carcere
GALIERO Vincenzo, nato a Napoli il 25/10/1983, custodia cautelare in carcere
NATALE Aniello, nato ad Aversa il 07/11/1987, custodia cautelare in carcere
BENNATO Danilo, nato a Castel Volturno il 13/11/1997, indagato a piede libero
BENNATO Luca, nato a Castel Volturno il 17/10/2000, obbligo di presentazione alla P.G.
IANNELLA Rubina Elvira, nata a Napoli il 03/08/1989, obbligo di presentazione alla P.G.
VACCARO Antonio, nato a Napoli il 30/09/1964, custodia cautelare in carcere
VACCARO Vincenzo, nato a Napoli il 25/12/1979, indagato a piede libero
D’ANIELLO Guglielmo, nato a Napoli il 03/02/1984, custodia cautelare in carcere
GARGIULO Antonio, nato a Napoli il 10/04/1968, indagato a piede libero
PARDO Edoardo, nato a Napoli il 16/09/2000, obbligo di presentazione alla P.G.
MENNILLO Giuseppe, nato a Napoli il 06/06/1979, indagato a piede libero
CARROZZOLI Michele, nato a Villa di Briano (CE) il 08/02/1959, custodia cautelare in carcere
MERCADANTE Salvatore, nato a Napoli il 25/12/1989, indagato a piede libero
RICCARDO Marco, nato a Ivrea (TO) il 09/07/1974, indagato a piede libero
LINGETTI Ettore, nato a Napoli il 16/09/1958, custodia cautelare in carcere
IMPROTA Pier Paolo, nato a Napoli il 24/06/1966, indagato a piede libero
CRISTIANO Maria Rosa, nata a Parete (CE) il 25/02/1966, obbligo di presentazione alla P.G.
NOCERA Antonio, nato a Napoli il 01/10/2001, obbligo di presentazione alla P.G.
TAVOLETTA Cesare, nato a Napoli il 11/01/1980, obbligo di presentazione alla P.G.
PARASCANDOLO Raffaele, nato a Napoli il 08/02/1986, custodia cautelare in carcere
PARASCANDOLO Sabrina, nata a Napoli il 24/05/1992, obbligo di presentazione alla P.G.
CASTALDO Ciro, nato a Napoli il 21/11/1970, indagato a piede libero
TONZIELLO Gianluigi, nato a Napoli il 14/08/1984, obbligo di presentazione alla P.G.
NATALE Anna, nata ad Aversa (CE) il 27/11/1996, obbligo di presentazione alla P.G.
PIAZZA Raffaellina, nata a Casal di Principe il 20/07/1969, obbligo di presentazione alla P.G.
PONARI Abedin, nato in Albania il 16.8.1982, custodia cautelare in carcere
SCHIAVONE Oreste, nato a Caserta il 14/03/1993, obbligo di presentazione alla P.G.
CAPANO Rosa, nata a Napoli il 09/07/1990, indagata a piede libero
LARICCHIO Salvatore, nato a Napoli il 08/11/1990, indagato a piede libero
D’AURIA Danilo, nato a Napoli il 10.12.1975, indagato a piede libero
FORTUNATO Fabio, nato a Napoli il 29.06.1993, indagato a piede libero
GRAVANTE Bonaventura, nato a Capua (CE) il 29.12.1978, indagato a piede libero
STABILE Patrizia, nata a Napoli il 29.12.1969, indagata a piede libero
MIGLIACCIO Costantino, nato a Napoli il 13.03.1978, custodia cautelare in carcere
SIANO Antonio, nato a Napoli il 10.12.1972, indagato a piede libero











