Arthur Fery ha scritto una delle più belle favole dell’edizione corrente di Wimbledon, raggiungendo per la prima volta in carriera i quarti di finale in uno Slam. Il tennista britannico, ammesso al tabellone principale grazie a una wild card, si è guadagnato la sfida contro l’italiano Flavio Cobolli al termine di un percorso emozionante.
Il suo cammino si è distinto per due incredibili vittorie consecutive al quinto set, ottenute entrambe in rimonta. “Era la prima volta che giocavo sul Centrale, non riesco a descrivere cosa significhi questa vittoria”, ha dichiarato Fery, visibilmente emozionato dopo aver conquistato un traguardo inatteso. L’impresa gli garantirà l’ingresso, per la prima volta, nella top 70 del ranking mondiale.
La storia di Fery ha un legame speciale con lo Slam londinese. L’atleta è cresciuto a soli cinque minuti dall’All England Club e ha frequentato il torneo da bambino come spettatore. “Venivo qui da piccolo a vedere Federer”, ha raccontato. In una suggestiva coincidenza, proprio Roger Federer era presente nel Royal Box durante la giornata che ha segnato il punto più alto della sua carriera.
Nato nel 2002 a Sèvres, vicino a Parigi, Fery ha respirato l’aria dei grandi tornei fin da neonato. La sua famiglia, composta dal padre imprenditore Loïc Fery, presidente del club di calcio Lorient, e dalla madre ed ex tennista Olivia Gravereaux, si è trasferita a Londra quando lui aveva due anni. Qui, incoraggiato dalla madre, ha mosso i primi passi sui campi del Westside Tennis Club.
A differenza di molti colleghi, la sua crescita è passata dal sistema collegiale americano. Fery ha frequentato la prestigiosa Stanford University, studiando scienze e tecnologia e giocando nel campionato NCAA. Questo percorso, unito a una statura di 1,75 m, non lasciava presagire un’esplosione di tale livello nel circuito professionistico, dove l’aspetto fisico è sempre più determinante.
Nonostante sia nato in Francia da genitori francesi, Fery ha sempre sottolineato il suo forte senso di appartenenza britannico. “Mi sento pienamente britannico, non ho dubbi. Ho avuto grande supporto dalla LTA e ho rappresentato la Gran Bretagna fin dalle competizioni giovanili”, ha precisato, sfoggiando un marcato accento londinese.
Ora è diventato il sesto britannico nell’era Open a raggiungere i quarti di finale a Wimbledon, seguendo le orme di campioni come Andy Murray e Tim Henman. La sua tenacia ha conquistato il pubblico di casa, che lo sosterrà compatto nella sfida contro Cobolli, contro cui ha già vinto agli Australian Open. Anche Taylor Fritz lo ha elogiato: “Mi batteva quasi ogni giorno in allenamento, il suo risultato non mi stupisce”. Fery si prepara così a giocare la partita più importante della sua vita senza nulla da perdere.









