Morto il boss Salvatore Puccinelli. Ritenuto il fondatore dell’omonimo clan di stanza al Rione Traiano

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Questa mattina la salma sarà al cimitero di Fuorigrotta, a destra Salvatore Puccinelli
Questa mattina la salma sarà al cimitero di Fuorigrotta, a destra Salvatore Puccinelli

NAPOLI – Morto Salvatore Puccinelli, detto ‘straccetta’. Considerato il fondatore del clan che porta il suo nome al Rione Traiano. Era in detenzione domiciliare. Morto per arresto cardiaco nelle prime ore della mattina. Il questore ieri ha negato i funerali in forma pubblica. Nel pomeriggio la salma è stata trasferita nel deposito dell’agenzia funebre. E questa mattina sarà trasportata al cimitero di Fuorigrotta per una benedizione in forma privata. Non ci saranno esequie.

Il clan Puccinelli-Petrone è tra i più attivi e radicati al Rione Traiano. La storia di Salvatore Puccinelli rappresenta uno dei capitoli più significativi nelle palazzine al Rione Traiano. Per decenni, la figura di Puccinelli è stata legata a doppio filo alle storiche roccaforti di via Romolo e Remo e via Tertulliano. Il clan Puccinelli, storicamente alleato (ma anche in contrasto) con altre fazioni dell’area flegrea come i Cutolo, ha fondato il proprio potere economico e militare proprio nel cuore del Rione Traiano.

Nel corso degli anni, le inchieste della Direzione Distrettuale Antimafia hanno svelato la capacità di Salvatore Puccinelli di estendere gli affari oltre i confini campani, sfruttando i periodi di allontanamento da Napoli dovuti ai provvedimenti giudiziari. Il 16 febbraio del 2011 venne arrestato in Abruzzo nel corso di una maxi-operazione che portò in carcere altre 17 persone. Nonostante si trovasse in regime di sorveglianza speciale nel comune di Montesilvano, in provincia di Pescara, il boss sarebbe riuscito a replicare il modello napoletano sulla costa adriatica. Fu accusato di aver strutturato un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di cocaina. Ma poco dopo fu assolto con formula piena da questa accusa (difeso dall’avvocato Leopoldo Perone).

La parabola giudiziaria del boss ha vissuto così un momento di svolta clamoroso il 18 novembre 2019. Nonostante la pesante richiesta di condanna da parte del pubblico ministero, che aveva invocato 21 anni di reclusione, Puccinelli ha incassato una assoluzione piena. Poi per altri motivi è stato detenuto ai domiciliari per un lungo periodo a Montesilvano vicino Pescara per ragioni di salute. Ancora dopo era stato trasferito a Napoli e aveva fatto rientro nella sua città. Nell’ultimo periodo era ai domiciliari al Rione Traiano.

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