Giugliano, lancia la cassaforte con la cocaina dal balcone: ma sotto c’è un carabiniere. Arrestata 46enne insospettabile

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GIUGLIANO IN CAMPANIA – Un gesto disperato, un lancio nel vuoto per cancellare le prove prima che fosse troppo tardi. Ma il suo piano è precipitato a terra insieme alla cassetta di sicurezza che conteneva droga e segreti. Si è conclusa con le manette ai polsi, nella mattinata di ieri, l’audace quanto maldestro tentativo di una donna di 46 anni, incensurata, di sfuggire a un controllo dei Carabinieri nella sua abitazione di Varcaturo. Un’operazione ad alta tensione che ha svelato un’insospettabile attività di spaccio e la detenzione illecita di munizioni.

Il blitz si inserisce nel quadro dei continui controlli ad ampio raggio che i carabinieri della compagnia di Giugliano, guidati dal capitano Andrea Coratza, stanno conducendo senza sosta sul territorio. L’obiettivo è chiaro: setacciare le aree più sensibili, perquisire abitazioni di soggetti già noti e monitorare ogni movimento sospetto per contrastare l’illegalità diffusa. Questa volta, nel mirino dei militari è finita un’abitazione in via Parchitiello, nella frazione di Varcaturo.

Quando i carabinieri hanno bussato alla porta, la 46enne all’interno ha capito immediatamente che il cerchio si stava stringendo. Il suo volto, fino a quel momento sconosciuto ai registri delle forze dell’ordine, si è contratto in una maschera di panico. Mentre i militari attendevano sull’uscio che la porta si aprisse, la donna ha deciso di giocarsi l’ultima, disperata carta. Ha afferrato una piccola cassetta di sicurezza metallica, si è precipitata sul balcone e, dopo un rapido sguardo verso il basso, l’ha lanciata di sotto. L’idea era semplice e folle: far sparire il contenuto compromettente prima che l’appartamento venisse perquisito.

Ma la sua mossa non è sfuggita all’occhio vigile dell’Arma. A sua insaputa, il perimetro dell’edificio era stato cinturato. Proprio sotto quel balcone, un carabiniere, posizionato strategicamente come da protocollo, ha notato l’oggetto scuro precipitare. Con una prontezza di riflessi eccezionale, ha seguito la traiettoria e ha recuperato la cassetta, vanificando di fatto il tentativo di occultamento.

Pochi istanti dopo, mentre i suoi colleghi entravano finalmente nell’appartamento, il militare ha consegnato loro il “pacco” appena intercettato. Una volta forzata, la cassaforte ha rivelato il motivo di tanta agitazione: al suo interno erano custodite 14 dosi di cocaina già confezionate e pronte per la vendita al dettaglio, insieme a un’ulteriore busta contenente 12 grammi della stessa sostanza. A completare il kit dello spacciatore, un bilancino di precisione e vario materiale per il confezionamento.

Di fronte a prove così schiaccianti, per la 46enne sono scattate immediatamente le manette con la pesante accusa di detenzione di droga a fini di spaccio. Ma le sorprese non erano finite. La perquisizione, estesa a ogni angolo dell’abitazione, ha portato a un secondo, inquietante ritrovamento. Nascosti con cura sotto il letto, i carabinieri hanno rinvenuto 41 proiettili e una pistola a salve priva del tappo rosso di sicurezza, un dettaglio che la rende del tutto simile a un’arma vera.

Questa seconda scoperta ha aggravato la posizione della donna e ha coinvolto anche il marito, un 41enne anch’egli incensurato. Entrambi sono stati denunciati per detenzione abusiva di munizionamento. La 46enne è stata tradotta presso il carcere femminile di Pozzuoli, in attesa del giudizio di convalida. L’operazione conferma ancora una volta come il crimine possa celarsi dietro facciate insospettabili e l’importanza della presenza capillare dello Stato sul territorio.

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