MADDALONI – Torna a infiammarsi la polemica attorno alle condizioni strutturali del Convitto Nazionale “Giordano Bruno” di Maddaloni, uno dei simboli storici e culturali della città. A sollevare il caso con dure dichiarazioni è l’attivista locale Antimo Suppa (nella foto), che punta il dito contro lo stato di degrado dell’edificio e la gestione della sicurezza da parte delle istituzioni competenti, definendo gli ultimi lavori eseguiti come meri “interventi tampone” (nella foto sopra) insufficienti a garantire l’incolumità pubblica. Secondo l’esponente civico, lo storico immobile – frequentato quotidianamente da centinaia di alunni delle scuole elementari e medie, oltre che dal personale scolastico – presenterebbe criticità croniche, ignorate per troppo tempo a fronte di un potenziale pericolo per i frequentatori.
L’analisi di Antimo Suppa non risparmia l’amministrazione comunale richiamando l’esecutivo alle proprie responsabilità storiche e di controllo sul territorio: “Credo sia chiaro a tutti che i problemi strutturali del Convitto Nazionale non siano emersi solo dal mese scorso. Questa amministrazione in particolare, che ci governa da circa nove anni, è ben consapevole delle criticità dell’edificio, eppure ha continuato a far finta di niente e continua a far frequentare i locali da centinaia di studenti, organizzando eventi, come se nulla fosse. Rammento che il primo cittadino è responsabile di tutto quello che accade sul territorio, nonostante lo stabile sia di pertinenza della Provincia”.
Il nucleo della denuncia si concentra sulla mancata emissione di provvedimenti drastici a tutela dei minori. “Oggi, quasi per incanto – e forse perché fa comodo così – si scopre che la struttura sarebbe instabile”, incalza l’attivista. “Eppure nessuno dichiara la sua temporanea inagibilità per l’esecuzione di lavori urgenti e risolutivi” aggiunge.
Richiesta di trasparenza e la provocazione alle istituzioni. Per il mondo associazionistico e civico che si stringe attorno alla tutela del Convitto, la sicurezza degli studenti e dei lavoratori dell’istituto dovrebbe rappresentare la priorità assoluta dell’agenda politica locale, una priorità da declinare attraverso scelte amministrative trasparenti, responsabili e tempestive. In chiusura del suo intervento, Suppa lancia una provocazione aperta e ironica nei confronti dei vertici di Palazzo San Francesco, sfidando le istituzioni a un confronto pubblico: “Attendo una video intervista dove veniamo smentiti”.













