AFRAGOLA – Un clima di dolore e tensione ha caratterizzato l’udienza del processo per l’omicidio di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa nel maggio dell’anno scorso all’interno del cantiere abbandonato dello stadio Moccia. Alessio Tucci, oggi 20enne, reo confesso, ha parlato davanti alla Corte d’Assise tramite videoconferenza. “Mi dispiace per Martina, chiedo scusa ma non perdono, perché non perdono me stesso di questa brutta cosa. Io non ho mai minacciato lei e altri. Ho sentito un messaggio che abbiamo sentito alla scorsa udienza (‘devi morire per amore’) intendevo dire ‘come sto soffrendo, io devi soffrire tu’, non intendevo cose assurde”.
Poi ha aggiunto: “Continuo a chiedere scusa alla famiglia – ha ribadito Tucci – perdono no, per questa cosa orrenda. Ancora oggi, è passato un anno, non ho capito cosa sia successo quel giorno, per me è un incubo, non c’è un minuto in cui non penso alla ragazza. Penso cosa sta facendo là fuori, ma lei non c’è più”. “Le volevo tantissimo bene, sono consapevole e pagherò fino all’ultimo, ma non ho capito quello che è successo. Ho sempre fatto bene, ho lavorato, non ho capito quello che è successo. Non se lo meritava, adesso mi importa solo di lei che non c’è più”.
In aula la tensione è esplosa quando sono state mostrate le immagini dei rilievi. La madre di Martina ha avuto un momento di crollo: “Bastardo, bastardo” e poi un pianto irrefrenabile. Non è riuscita a trattenere l’emozione quando sui monitor dell’aula 116 del Tribunale sono state proiettate le foto – cruente – delle ferite al capo della figlia. La ricostruzione tecnica ha confermato la brutalità dell’aggressione.
“Sono stati quattro i colpi inferti”, è emerso dalla testimonianza della dottoressa Raffaella Salvarezza, consulente tecnico del pm. Secondo l’esperta, “il primo è stato inferto nel corridoio e Martina cade, seguito da altri due in rapida successione. In questa fase Tucci avrebbe anche cercato di impedire alla ex di urlare premendo con forza la mano sulla sua bocca. L’ultimo colpo invece sarebbe stato inferto nella stanza in cui è stata trovata”.
Dalle indagini della polizia giudiziaria è emersa una fredda pianificazione: “Tucci ha agito con estrema lucidità, nascondendo il corpo della sua ex fidanzata nella stanza in cui è stata poi trovata, e per eliminare le tracce di sangue dal luogo dell’omicidio”. All’uscita, la madre di Martina ha espresso la sua ferma opposizione alle parole dell’imputato: “Dio può perdonare, io no. L’ho visto: rideva mentre chiedeva scusa”. Prossima udienza il 9 settembre.









