Sergio Navarro Barquero è stato scelto come nuovo allenatore del Milan Futuro, la seconda squadra rossonera. La sua nomina risponde a un’esigenza precisa: valorizzare i giovani talenti del club per prepararli al salto in prima squadra nel giro di pochi anni. L’obiettivo è stato dichiarato fin da subito e prescinde dalla categoria in cui militerà la formazione.
Il tecnico spagnolo ha già avviato il lavoro con una rosa in piena costruzione, gestendo arrivi, partenze e la necessaria sinergia con il gruppo guidato da Paulo Fonseca. Il rapporto tra le due squadre è già stretto e quotidiano, tanto che il tecnico della prima squadra ha aggregato diversi profili provenienti dalla U23 per valutarli attentamente durante la preparazione estiva.
Per rafforzare questo legame, è stata programmata un’amichevole in famiglia a Milanello, segno di un filo diretto costante tra le due realtà del club. La filosofia di Navarro affonda le radici nella sua stessa esperienza da calciatore. Ai canali ufficiali del club ha raccontato di aver fatto il salto dalle giovanili alla prima squadra del Villarreal, contribuendo alla storica promozione in Liga nel 1997-98, ma di non aver incontrato “grandi maestri” in quella fase delicata della sua carriera.
Proprio questa mancanza è diventata lo stimolo per dedicarsi alla carriera da allenatore, con una specializzazione nella formazione dei giovani. “È stato l’impulso per specializzarmi nella crescita dei talenti”, ha spiegato Navarro. Il suo percorso professionale gli ha permesso di osservare il calcio giovanile da molteplici prospettive: è stato responsabile dell’area metodologica, del settore giovanile, assistente tecnico in prima squadra e infine capo allenatore, il ruolo che oggi sente più suo.
“I ragazzi del Milan Futuro sono la mia priorità”, ha affermato con decisione. “Voglio farli crescere non solo tecnicamente, ma anche come uomini”. Un approccio integrale che mira a costruire atleti completi, pronti per le sfide del calcio professionistico.
Infine, ha espresso grande orgoglio per la chiamata del club rossonero: “Quando mi è stata proposta questa panchina non ho esitato. Da giovane mi sono innamorato del Milan di Sacchi, ricordo le grandi partite e campioni come Baresi, Gullit, Rijkaard e Van Basten. Ero impressionato da quella squadra e dalla sua struttura”.





