NAPOLI – Tolleranza zero contro l’illegalità diffusa. Continua senza sosta l’azione di contrasto della Polizia di Stato nel cuore della città, con un’operazione ad alto impatto che ha visto le forze dell’ordine presidiare capillarmente i Quartieri Spagnoli e il Centro Storico. Un’offensiva, disposta dalla Questura di Napoli nell’ambito di un’intensificazione dei servizi straordinari di controllo del territorio, che mira a restituire porzioni di città ai cittadini onesti e a smantellare le piazze di spaccio e i depositi della criminalità.
Nei giorni scorsi, il dedalo di vicoli dei Quartieri Spagnoli è stato letteralmente blindato dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, affiancati dai colleghi dei Commissariati “Dante” e “Montecalvario”. Un blitz coordinato che ha visto le pattuglie setacciare le aree nevralgiche, note per essere spesso teatro di attività illecite. Il bilancio dell’operazione parla chiaro: sono state identificate ben 76 persone. Di queste, 29 sono risultate avere precedenti di polizia, un dato significativo che testimonia come l’attenzione degli investigatori si sia concentrata su soggetti già noti alle forze dell’ordine, confermando l’efficacia di un monitoraggio mirato. I controlli si sono estesi anche alla circolazione stradale, con 20 veicoli ispezionati per verificare il rispetto del Codice della Strada e prevenire l’uso di mezzi per la commissione di reati.
Ma è con il calare delle tenebre che l’attività di controllo ha portato a un rinvenimento inquietante. Nella notte appena trascorsa, quella tra il 21 e il 22 luglio 2026, l’attenzione degli agenti si è spostata in Piazzetta Sedil Capuano, nel cuore pulsante del centro antico. Durante un’accurata ispezione delle aree comuni e dei possibili nascondigli, i poliziotti hanno notato un dettaglio sospetto: un vano contatore, appartenente a un locale commerciale in disuso e apparentemente abbandonato, sembrava essere stato manomesso.
Una volta forzato lo sportello metallico, la scoperta ha confermato i sospetti. All’interno, abilmente occultati per sfuggire a un controllo superficiale, sono stati rinvenuti 7 grammi di marijuana, già suddivisi e pronti per lo spaccio al dettaglio, e un piccolo ma minaccioso arsenale: 8 proiettili. Un ritrovamento che apre scenari preoccupanti. La droga, seppur in modica quantità, conferma l’esistenza di una rete di micro-spaccio che utilizza anfratti e locali abbandonati come depositi temporanei, per evitare che i pusher vengano trovati in possesso di stupefacenti in caso di fermo.
Ben più allarmante è la presenza delle munizioni. Otto proiettili senza la relativa arma, un segnale che lascia presagire l’esistenza di una pistola nascosta altrove o la preparazione a un’azione violenta. Su questo punto si concentrano ora le indagini: a chi erano destinati quei proiettili? Per quale arma erano stati procurati? La merce è stata posta sotto sequestro e sono in corso accertamenti tecnico-scientifici per risalire ai responsabili. L’operazione dimostra, ancora una volta, la duplice natura della criminalità cittadina: da un lato lo spaccio che alimenta le casse dei clan, dall’altro la violenza latente, pronta a esplodere, simboleggiata da quei proiettili nascosti nel cuore antico di Napoli. La battaglia per la legalità prosegue, metro dopo metro.











