Ruben Amorim ha tenuto la sua prima conferenza stampa da allenatore del Milan a Perth, in Australia, dove la squadra è in tournée. Il tecnico portoghese ha delineato la sua visione per il club, toccando temi cruciali come il mercato, il ruolo dei veterani e la filosofia di gioco che intende applicare.
Interrogato sul futuro di Rafael Leão, al centro di diverse voci di mercato, Amorim ha ribadito la centralità del collettivo. “Per me, la squadra è la cosa più importante”, ha dichiarato, aggiungendo che parlerà con tutti i giocatori di ritorno dalle nazionali. “Sanno cosa significa giocare per questo club. Finché non ci saranno novità, restano nostri giocatori e tutti lotteranno per un posto. Il nostro unico obiettivo è preparare la prima partita della stagione”.
Il tecnico ha poi esaltato il ruolo di Luka Modrić, definendolo un elemento cruciale per il progetto tecnico. “Luka può ancora giocare ad altissimo livello. Abbiamo bisogno della sua esperienza per far crescere i tanti giovani che abbiamo in rosa”, ha spiegato Amorim. Secondo l’allenatore, la sua età non è un limite quando si possiede una visione di gioco superiore: “A volte non conta quanto velocemente corri, ma quanto velocemente pensi. Lui è fortissimo in questo e ci aiuterà. Vogliamo basare il nostro gioco sul possesso palla e Luka è l’uomo ideale per orchestrare la manovra”.
Amorim ha anche condiviso le sue emozioni per il nuovo incarico, definendolo un sogno che si avvera. “Tifo per il Milan da quando ero bambino, quindi conosco la cultura e la storia del club. So di essere fortunato, ma anche che sarò giudicato partita dopo partita”. Ha poi commentato il suo nuovo abbigliamento in panchina, con la giacca al posto della tuta: “Milano è la città della moda e dobbiamo rappresentarla al meglio. Fa parte della storia del nostro club presentarsi in un certo modo”.
Infine, ha riflettuto sui motivi che hanno spinto la dirigenza a sceglierlo. “Penso sia stato un insieme di cose: la condivisione di una visione di gioco e l’analisi delle mie esperienze passate, inclusi i successi ma anche i fallimenti, come quello al Manchester United, che mi hanno aiutato a crescere”. Ha concluso sottolineando la volontà di costruire un nuovo futuro, accettando il rischio di puntare sui giovani: “Mi hanno scelto anche perché mi piace affrontare sfide complesse. Vogliamo ricostruire qualcosa di nuovo ed entusiasmante”.




