Claudio Ranieri ha accettato un nuovo incarico dirigenziale in Federcalcio. L’ex allenatore non guiderà la Nazionale dalla panchina, ma avrà il compito di riorganizzare e rilanciare l’intero settore tecnico, una sfida che ha accolto con entusiasmo dopo aver concluso la sua carriera da tecnico. Il suo ruolo sarà quello di Direttore Tecnico e supervisore del Club Italia.
La decisione è maturata rapidamente. Ranieri ha confermato la sua disponibilità a mettersi al servizio della Nazionale, come aveva già dichiarato in passato, specificando che il tipo di incarico, da allenatore o da direttore, non avrebbe fatto differenza. Ha quindi interrotto le sue vacanze per formalizzare l’accordo con i vertici federali.
In passato, l’ipotesi di vederlo come commissario tecnico era stata considerata, ma non si era concretizzata a causa del suo legame contrattuale con un club. Ora, libero da vincoli, Ranieri si dedicherà a un lavoro strategico dietro le quinte, un compito simile a quello già svolto in passato in altri contesti, ma con una portata nazionale. Si tratta di un riconoscimento alla sua competenza e al suo profilo internazionale.
Il suo mandato sarà caratterizzato da un’ampia autonomia decisionale. L’obiettivo primario è avviare un profondo ripensamento della struttura federale, partendo dalle fondamenta per arrivare a una riorganizzazione totale dell’area tecnica. Ranieri opererà come un “aggiustatore”, chiamato a ripristinare equilibrio e a fornire una visione a lungo termine per tutte le nazionali.
Il progetto prevede anche il possibile coinvolgimento di altre figure di spessore. Tra i nomi considerati per affiancarlo c’è quello di Gianfranco Zola, che Ranieri ha allenato ai tempi del Chelsea e che considera uno dei calciatori più intelligenti della sua carriera. Questa collaborazione potrebbe rappresentare un ulteriore tassello nel piano di rinnovamento.
La scelta di Ranieri è stata motivata anche dalla sua capacità di essere una figura unificante in un ambiente spesso divisivo. Il suo curriculum, che include imprese memorabili come il titolo vinto con il Leicester e salvezze insperate, testimonia la sua abilità nel prendere decisioni coraggiose e nel valorizzare il gruppo. È considerato un professionista in grado di ottenere un ampio consenso.
L’allenatore romano aveva pianificato di ritirarsi a vita privata per dedicarsi alla famiglia, ma ha scelto di posticipare questo progetto per realizzare un altro dei suoi sogni professionali: assumere un incarico di prestigio in Federcalcio. La sua esperienza e il suo pragmatismo saranno ora a disposizione del calcio italiano per una missione di fondamentale importanza.



