CASAL DI PRINCIPE – Sarebbe il presunto coinvolgimento di Raffaellina Piazza e del figlio Aniello Natale nel cosiddetto “sistema Russo” a fare da sfondo alle perquisizioni eseguite nei giorni scorsi dai carabinieri di Casal di Principe. Gli accertamenti, scattati dopo la notizia del possibile avvio della collaborazione con la giustizia di Costantino Russo, hanno interessato l’abitazione della donna, alcune automobili e il bar Castello.
Piazza è indagata a piede libero nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha portato all’arresto di Costantino Russo. È accusata di aver contribuito a riciclare denaro ritenuto riconducibile al gruppo Russo, considerato una costola della famiglia Schiavone del clan dei Casalesi. Nell’abitazione perquisita, dove prima dell’arresto risiedeva anche Aniello Natale, conosciuto come Daniele, i militari hanno cercato armi. Il controllo ha dato esito negativo: non sono state trovate pistole, fucili o altro materiale illecito. Le verifiche hanno riguardato anche l’auto del figlio e il bar Castello.
La tempistica degli accertamenti potrebbe essere collegata alle nuove informazioni eventualmente fornite da Costantino Russo, figlio di Giuseppe Russo, detto Peppe ’o Padrino, che avrebbe intrapreso da poche settimane un percorso di collaborazione con la giustizia. Si tratta, tuttavia, di un possibile collegamento investigativo ancora da confermare. Piazza risponde, insieme ad Anna Natale e Oreste Schiavone, di concorso in riciclaggio aggravato dall’agevolazione mafiosa. Il Riesame ha però ritenuto insussistente, nei confronti della donna, il quadro indiziario richiesto ai fini cautelari.
La contestazione riguarda un bonifico di 10mila euro che Piazza avrebbe ricevuto da Oreste Schiavone il 28 ottobre 2022, con la causale “prestito in ambito familiare”. Secondo la Dda, il denaro sarebbe stato successivamente prelevato e consegnato in contanti a Costantino Russo nell’ambito dell’operazione per l’acquisto delle quote della Nereo Club srl. L’affare sarebbe stato finanziato complessivamente con 30mila euro ritenuti di provenienza illecita.
Aniello Natale (difeso dall’avvocato Domenico Della Gatta) è detenuto nell’ambito della stessa inchiesta con l’accusa di associazione mafiosa. Secondo gli investigatori, avrebbe fatto parte del gruppo Russo e sarebbe stato un uomo di estrema fiducia di Costantino, occupandosi di questioni societarie e finanziarie, incontri riservati e collegamenti con altre figure del clan. Costantino Russo, che avrebbe avviato un percorso di collaborazione con la giustizia (adesso è assistito dal legale Sergio Mazzone), è accusato di essere diventato il nuovo vertice della cosca, prendendo il posto del padre e degli zii. Tutte le contestazioni dovranno essere verificate nel corso del procedimento.










