Sinner, dubbio Cincinnati per un fastidio al ginocchio

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Sport tennis
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“Sto investendo tanto sul mio corpo perché è il mio capitale”. Queste parole, pronunciate da Jannik Sinner durante il torneo di Wimbledon che ha poi vinto per la seconda volta, spiegano la sua attuale pausa. Il numero uno del mondo non gioca dalla finale londinese e la cura del fisico è la sua priorità assoluta in uno sport sempre più usurante.

La programmazione, stilata con i coach Vagnozzi e Cahill, prevedeva di saltare il torneo di Montreal per disputare un solo evento prima degli US Open. Adesso, però, anche la partecipazione al Masters 1000 di Cincinnati è in dubbio. Un fastidio al ginocchio destro, causato da un sovraccarico, sta evolvendo positivamente con la fisioterapia, ma potrebbe spingere l’atleta a rinunciare al torneo in Ohio.

Insieme al suo team e allo staff medico, Sinner sta valutando la strategia migliore per arrivare al 100% all’ultimo Slam stagionale. Il piano iniziale prevedeva un volo da Nizza per Cincinnati, ma la decisione cruciale non è la data di partenza, bensì se giocare o meno il torneo. Per questo, Sinner si è recato al J Medical di Torino per i trattamenti, sotto la supervisione del fisiatra Gianluca Melegati, che lo aveva visitato presso il centro Physioclinic di Milano.

L’atleta ha alloggiato presso l’hotel della Juventus per ottimizzare i tempi di recupero, evitando spostamenti da Montecarlo. Potrebbe decidere di restare a Torino ancora qualche giorno e posticipare il viaggio a Cincinnati, dove si recherebbe solo per allenarsi in vista di Flushing Meadows. In tal caso, comunicherebbe la sua rinuncia agli organizzatori prima del sorteggio di mercoledì.

La scelta non è semplice. Il ginocchio non desta particolari preoccupazioni, tanto che Sinner si è allenato ad alta intensità nell’ultima settimana. Tuttavia, la prudenza suggerirebbe di non rischiare, considerando anche le alte temperature e l’umidità di Cincinnati, fattori che l’anno scorso hanno condizionato molti tennisti, incluso Sinner stesso, costretto al ritiro in finale contro Alcaraz.

D’altra parte, saltare il torneo significherebbe arrivare agli US Open, al via il 30 agosto, senza aver giocato una partita ufficiale dal 12 luglio, data della finale di Wimbledon. Sarebbe un digiuno agonistico di un mese e mezzo, con l’ulteriore incognita di non aver disputato un match sul cemento dalla vittoria a Miami a fine marzo. Quella fase della stagione 2026 è stata la più intensa per l’altoatesino.

In 72 giorni, tra inizio marzo e metà maggio, ha affrontato un tour de force che lo ha portato a vincere cinque titoli Masters 1000 consecutivi, da Indian Wells a Roma, per un totale di 29 vittorie. Poi è arrivato il crollo psico-fisico al Roland Garros. Dopo quel torneo, Sinner si è preso una lunga pausa che lo ha portato a trionfare a Wimbledon. Ora la storia potrebbe ripetersi, con una strategia simile in vista dell’ultimo grande appuntamento dell’anno.

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