Giampaolo riparte da Cremona: ‘Inseguo la perfezione’

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Cronache sport calcio
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Marco Giampaolo ha iniziato la sua terza avventura in Serie B sulla panchina della Cremonese, un campionato che non frequentava dal 2013. Con 354 panchine in Serie A, nessun altro allenatore nella categoria cadetta vanta la sua esperienza. L’allenatore ha riflettuto sul suo percorso, ricordando gli inizi e le opportunità che gli hanno permesso di emergere.

Ha definito formativa ogni tappa della sua carriera, anche le più brevi come quella a Brescia nel 2013, durata solo cinque partite, da cui ha imparato a “non dare mai nulla per scontato”. Riguardo all’esperienza al Milan, ha parlato di un periodo con molte difficoltà, come una squadra completata in ritardo, suggerendo che una comunicazione diversa avrebbe potuto migliorare la situazione in un club di caratura mondiale.

Il tecnico ha poi spiegato l’origine del soprannome “Maestro”, nato proprio durante il periodo milanese. “Nasce dalle mie caratteristiche. Cerco di dare un senso collettivo alle cose e questo porta a essere molto didattico”, ha affermato, accettando un’etichetta che descrive il suo approccio al lavoro. La sua motivazione non risiede nel raggiungere traguardi specifici, ma nel piacere di allenare e nel vedere concretizzata una sua idea di calcio. “Penso al percorso, non all’obiettivo finale. Quando non avrò più il brivido per allenare, smetterò”.

Il periodo alla Sampdoria è stato uno dei punti più alti, dove ha ammesso di aver sfiorato la perfezione con una “squadra telecomandata”. Ha ricordato anche un’unica discussione con l’allora presidente Ferrero, legata alla cessione di cinque giocatori chiave. Secondo Giampaolo, i dirigenti sono spesso più determinanti degli allenatori per l’esito di una stagione, e i rapporti si incrinano quando i ruoli si sovrappongono.

Nonostante la retrocessione, la Cremonese ha confermato la fiducia in lui. “Dovevamo solo confrontarci, e basta. L’ho fatto con il nuovo ds Botturi e mi ha fatto molto piacere trovarci d’accordo”, ha dichiarato. L’allenatore non ha fatto vacanze, ma ha passato l’estate a programmare la stagione per non farsi trovare impreparato, spinto dalla necessità di adattarsi a un calcio in continua evoluzione.

La rosa attuale della Cremonese è descritta come un’alchimia da creare, unendo “una squadra ferita dalla retrocessione arricchita dai giovani”. L’obiettivo è costruire un gruppo strutturato ed elegante. Ha parlato con tutti i giocatori per sondare le loro motivazioni, assicurando che non ci sono malumori.

Infine, ha offerto uno sguardo sulla prossima Serie B, definendola una “fucina di allenatori” che propongono un calcio d’avanguardia. Sebbene debba ancora valutare la forza della sua squadra, ha notato un mercato aggressivo da parte di molte concorrenti, preannunciando un campionato estremamente competitivo.

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