CASTELLAMMARE DI STABIA – Erano a centinaia di chilometri di distanza, immersi nella quiete delle loro vacanze estive, convinti che la loro abitazione fosse al sicuro. Ma nel cuore della notte, la tecnologia si è trasformata nel loro più fedele alleato, un guardiano digitale che ha sventato un furto quasi certo. È la cronaca di un colpo fallito grazie a un moderno sistema di allarme, che ha permesso ai Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia di arrestare in flagranza di reato una coppia di malviventi.
Tutto ha inizio nella tarda serata di ieri, 16 agosto 2026. Sullo smartphone dei proprietari di una villetta situata in via Varo Chirico, una zona residenziale della città, compare una notifica inequivocabile: il sistema di sicurezza ha rilevato un tentativo di intrusione. L’ansia iniziale lascia subito spazio alla prontezza di spirito. Senza perdere un istante, i proprietari compongono il numero unico di emergenza 112, segnalando l’accaduto alla centrale operativa dei Carabinieri.
La risposta dell’Arma è immediata. Una pattuglia del Nucleo Radiomobile viene dirottata sul posto, arrivando in via Varo Chirico in una manciata di minuti. Lo scenario che si presenta ai militari è esattamente quello descritto dall’allarme. Davanti al cancello dell’abitazione, due figure si muovono nell’oscurità, intente ad armeggiare sulla proprietà. I Carabinieri, agendo con rapidità e circospezione, li circondano e li bloccano prima che possano accorgersi della loro presenza o tentare una fuga.
I due vengono subito identificati. Si tratta di un uomo di 47 anni, cittadino svizzero, senza fissa dimora e con un curriculum criminale già noto alle forze dell’ordine, e di una donna di 46 anni, residente in zona e anch’essa con precedenti specifici. La coppia non era affatto alle prime armi. I militari hanno infatti constatato che i due avevano già tranciato di netto la recinzione metallica esterna della villa e stavano alacremente lavorando per creare un varco più ampio, probabilmente in un infisso, per poter finalmente accedere all’interno e fare razzia di oggetti di valore.
La perquisizione personale e sul posto ha permesso di fugare ogni dubbio sulle loro intenzioni. Addosso e nelle immediate vicinanze sono stati rinvenuti numerosi attrezzi da scasso: cacciaviti, tenaglie, una piccola leva, tutto il necessario per forzare serrature e finestre. Ma non è tutto. L’uomo, il 47enne svizzero, nascondeva addosso un’arma potenzialmente letale: un coltello a serramanico con una lama affilata di ben 8 centimetri, subito posto sotto sequestro insieme al resto dell’attrezzatura.
Condotti in caserma per le formalità di rito, i due sono stati dichiarati in stato di arresto. Dovranno rispondere davanti all’autorità giudiziaria della pesante accusa di tentato furto aggravato in concorso. L’operazione evidenzia ancora una volta la duplice importanza della prevenzione, attraverso sistemi di sicurezza sempre più sofisticati, e della tempestiva collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine, un binomio che, anche in una tranquilla notte di mezza estate, si è rivelato decisivo per assicurare i criminali alla giustizia e proteggere la sacralità della casa.








