Concessionaria in fiamme al Vomero. Il titolare: “Hanno voluto spaventarmi, ma io non ho paura”

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Arcoracing ed il proprietario Gennaro Arcopinto
Arcoracing ed il proprietario Gennaro Arcopinto

NAPOLI – Un incendio di probabile natura dolosa ha danneggiato nella notte la concessionaria ‘Arcoracing’ di via Jannelli. Le fiamme hanno distrutto alcuni veicoli parcheggiati all’esterno dell’attività commerciale, mentre sono in corso gli accertamenti per stabilire con certezza l’origine del rogo e individuare i responsabili. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di spegnimento e nella messa in sicurezza dell’area. Il bilancio dell’incendio comprende tre motoveicoli, un furgone e due automobili. I mezzi sono stati gravemente danneggiati dalle fiamme. Non sono stati segnalati feriti. L’allarme è scattato nel cuore della notte, quando il fuoco ha iniziato a interessare i veicoli presenti all’esterno della concessionaria. L’intervento dei soccorritori ha impedito che le fiamme potessero provocare conseguenze ancora più gravi.

A parlare dell’accaduto è il titolare di ‘Arcoracing’, Gennaro Arcopinto, che non sembra avere dubbi sulla matrice dell’incendio. “Hanno voluto spaventarmi”, afferma. L’imprenditore racconta di essere già stato vittima in passato di un episodio di estorsione. “A me si avvicinarono gli uomini del clan Todaro. Li denunciai e finii sotto il programma di protezione. Io non ho paura”, dice, spiegando di essere pronto ad affrontare anche questa nuova situazione senza rinunciare alla propria attività. Arcopinto riferisce inoltre che, a suo avviso, l’obiettivo di chi ha appiccato il fuoco non sarebbe stato limitato ai veicoli parcheggiati all’esterno. “Chi ha colpito intendeva appiccare le fiamme anche all’interno dei locali. Per fortuna il piano è andato a monte”, sostiene la vittima. Una circostanza che, se confermata dagli accertamenti, potrebbe fornire agli investigatori ulteriori elementi per ricostruire la dinamica dell’attentato e comprenderne le finalità. Il danno economico, secondo una prima stima fornita dallo stesso imprenditore, ammonterebbe ad almeno 50mila euro. Una cifra che non tiene soltanto conto del valore dei veicoli distrutti. “Per quanto riguarda l’esterno della mia attività commerciale non sono assicurato – dice il titolare di ‘Arcoracing’ – quindi sgombro subito il campo da equivoci, perché ho già sentito qualcuno che mi accusa di aver orchestrato tutto per incassare i soldi del premio. Non intascherò nulla”.

Nonostante tutto, Arcopinto assicura di non avere intenzione di fermarsi: “So che cosa significa la sofferenza e sono sempre pronto a ripartire da zero. Ma io vado avanti. Lavoro per i miei figli e non ho paura di nessuno”. Le indagini sono affidate ai carabinieri, che stanno cercando di ricostruire ogni fase dell’incendio. Particolare attenzione viene riservata all’eventuale presenza di immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza della zona. Le telecamere potrebbero consentire di verificare la presenza di persone o veicoli sospetti nei minuti precedenti e successivi al rogo e fornire indicazioni utili per identificare chi potrebbe aver appiccato le fiamme. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è dunque anche quella di un’azione intimidatoria collegata a un possibile tentativo estorsivo, nonostante Arcopinto neghi di aver ricevuto minacce di recente. “Spero che le forze dell’ordine possano arrestare chi ha appiccato il fuoco. Io sono pronto a denunciare chi si farà avanti per chiedere il pizzo e dico a tutti i commercianti e imprenditori di fare lo stesso. Non bisogna abbassare la testa dinanzi a certi individui”. Parole che accompagnano una vicenda ancora tutta da ricostruire. Gli investigatori dovranno ora verificare ogni elemento raccolto sulla scena, accertare l’eventuale origine dolosa delle fiamme e comprendere se esista un collegamento con precedenti episodi denunciati dal titolare.

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