Kosta Runjaic ha iniziato la sua terza stagione sulla panchina dell’Udinese, ponendo le basi per il futuro tra l’entusiasmo dei tifosi e il suo caratteristico pragmatismo. Mentre i sostenitori bianconeri sognano un ritorno in Europa, il tecnico tedesco ha predicato realismo. “I tifosi hanno bisogno di poter sognare”, ha affermato Runjaic, “ma un allenatore che sogna troppo rischia di perdere il lavoro. Il mio compito è essere realista, con i piedi ben piantati per terra”.
L’obiettivo primario per l’allenatore è consolidare i risultati raggiunti. “Se guardiamo i fatti, dobbiamo prima raggiungere lo stesso livello della scorsa stagione”, ha spiegato, ricordando i 50 punti ottenuti nel torneo precedente, un traguardo che il club non centrava da tempo. Runjaic ha sottolineato come la squadra debba ripartire senza due giocatori chiave come Atta e Kristensen, partenze che richiederanno un assestamento.
La sua permanenza a Udine, la più lunga dai tempi di Francesco Guidolin, è frutto di una precisa scelta della società. “L’intenzione dell’Udinese era cercare un allenatore da un altro campionato, che portasse freschezza e sapesse trasformare giovani talenti in professionisti di valore”. Secondo il tecnico, i risultati ottenuti in due anni, sia sul campo sia in termini di ricavi dal mercato, rappresentano “un passo importante per la nostra crescita”, ma non ancora un traguardo definitivo.
Runjaic ha poi analizzato la crescita di alcuni singoli. Per Nicolò Zaniolo, la parola chiave sarà la perseveranza. “Ci ha regalato momenti brillanti e decisivi”, ha commentato l’allenatore, “ma deve migliorare nella gestione delle situazioni difficili in campo. Se continuerà a crescere, potrà portare tanta gioia all’Italia”. Per Davis, invece, la priorità è la continuità fisica per superare i dieci gol segnati lo scorso anno. “Rimanere senza infortuni è fondamentale. Abbiamo elaborato un programma specifico per gestire il carico di lavoro”.
Ci saranno maggiori responsabilità anche per Jurgen Ekkelenkamp, che a 26 anni è nel pieno della sua carriera. “È versatile e affidabile, sono convinto che non abbiamo ancora visto il meglio di lui”. Con la partenza di Kristensen, si è liberato un posto in difesa che il giovane Matteo Palma, classe 2008, potrebbe occupare. “Ha potenziale, ora sta a lui cogliere l’opportunità”. L’allenatore si è detto inoltre contento della permanenza di Solet: “Apporta tantissimo alla squadra, difende con determinazione ed è tenuto in grande considerazione”.
Riguardo a Simone Pafundi, il tecnico ha chiarito la scelta del club. “A 20 anni ha bisogno di giocare con regolarità, e al momento ha maggiori possibilità di ottenerla fuori da Udine, ma questo non significa che non crediamo in lui”. L’attenzione si è poi spostata sul primo impegno stagionale contro il Como. “Non vedo l’ora di giocare questa partita. Loro hanno uno stile ben definito, dovremo trovare il giusto equilibrio”.
Infine, Runjaic ha parlato del suo legame con la città. “Udine e il Friuli sono più che il luogo in cui lavoro, qui mi sento davvero a casa. Mi piacciono le persone e lo stile di vita”. Ha concluso con una nota sul suo apprendimento dell’italiano, chiedendo comprensione: “C’è una bella differenza tra ordinare un cappuccino e tenere un’intera conferenza stampa esprimendo concetti complessi”.







