Pronto soccorso di Caserta, attese senza fine. Per una radiografia possono trascorrere 24 ore. Ogni giorno 200 accessi

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Emergenza al pronto soccorso di Caserta
Emergenza al pronto soccorso di Caserta

CASERTA – Attese lunghissime al pronto soccorso dell’azienda ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano”. Lo nota il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli, raccogliendo una segnalazione di un cittadino. Viene rilevato l’affollamento del pronto soccorso fortemente congestionato, con la sala d’attesa piena e persone costrette a trascorrere la notte sulle panchine e sulle sedie. “Il pronto soccorso è completamente al collasso” scrive il cittadino nel messaggio pubblicato da Borrelli. Alcuni pazienti che avrebbero dovuto attendere anche oltre 24 ore soltanto per una radiografia al polso.

Un bambino sarebbe arrivato al pronto soccorso con un polso e un dito rotti e avrebbe atteso per circa tre ore. Il cittadino cita anche il caso della propria madre, che in attesa al pronto soccorso sarebbe rimasta a digiuno per circa 36 ore.

Il direttore generale dell’azienda ospedaliera Gennaro Volpe, contattato da “Cronache”, ammette le difficoltà: “In genere riusciamo a prestare intervento nei tempi previsti, ma abbiamo gravi problemi di iper afflusso: in molti casi si tratta di codici meno gravi, non di nostra pertinenza, ma cerchiamo di prendere in carico tutti e garantiamo l’osservazione e il ricovero”. Gli accessi giornalieri al pronto soccorso, in base ai dati forniti dall’azienda, sono circa 200 al giorno, con punte di 250, e reggere questi afflussi è difficile a causa delle carenze di organico: l’ospedale stima in una decina il numero di medici di emergenza che servirebbero oltre a quelli già in organico. In questo periodo è in corso una procedura per assunzioni, ma lo stesso Volpe si dichiara “non molto ottimista” sulla possibilità di reclutare medici per un reparto che non ha alcuna attrattiva per i professionisti. Il dirigente dichiara ancora che non gli risultano attese di 3 ore per pazienti pediatrici. La situazione potrebbe migliorare con l’apertura di case e ospedali di comunità, che dovrebbero assorbire i codici bianchi e verdi ma Volpe è piuttosto scettico su un effettivo vantaggio per i posti di pronto soccorso.

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