VILLARICCA – Un’officina meccanica trasformata in un vero e proprio market dello spaccio. Un’attività di copertura, apparentemente lecita, che nascondeva un business illegale di droga pronto a rifornire le piazze locali. È questo lo scenario scoperto nella giornata di ieri dai Carabinieri della stazione di Villaricca, che al termine di un’operazione mirata hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio Massimiliano Amarone, un 35enne originario di Mugnano di Napoli.
L’indagine dei militari dell’Arma, inserita in un più ampio contesto di contrasto al traffico di stupefacenti nell’hinterland a nord di Napoli, si è concentrata su un’officina situata in via Europa. Da tempo, i movimenti attorno a quel locale avevano destato sospetti, suggerendo che l’attività di riparazione di auto e moto potesse celare ben altro. I Carabinieri hanno quindi predisposto un servizio “ad hoc”, studiando orari e abitudini, attendendo il momento propizio per intervenire.
Quel momento è arrivato ieri. Una volta definito il piano d’azione, i militari hanno cinturato l’area e hanno fatto irruzione all’interno dell’officina. Dentro, hanno trovato Massimiliano Amarone, che non ha avuto il tempo di reagire o di disfarsi di alcunché. È scattata immediatamente una perquisizione meticolosa dei locali, che ha dato in breve tempo i suoi frutti, confermando ogni sospetto.
Occultati tra attrezzi da lavoro, pezzi di ricambio e pneumatici, i Carabinieri hanno rinvenuto un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti. Nello specifico, sono stati sequestrati circa 220 grammi di hashish, suddivisi in panetti, e circa 650 grammi di marijuana, già essiccata e pronta per essere suddivisa in dosi. Un totale di quasi un chilogrammo di droga. Ma non è tutto. A riprova dell’intensa attività di spaccio, i militari hanno trovato anche un vero e proprio kit per il confezionamento: tre bilancini di precisione, indispensabili per pesare le singole dosi, e vario materiale per l’imballaggio.
Durante il controllo è stato sequestrato anche un telefono cellulare, che sarà ora analizzato dagli inquirenti per ricostruire la rete di contatti e clienti del 35enne. Inoltre, in un cassetto, è stata trovata la somma di 1.560 euro in contanti, ritenuta dagli investigatori il provento dell’attività illecita condotta fino a quel momento.
Le operazioni, però, non si sono concluse nell’officina. I Carabinieri hanno deciso di estendere la perquisizione anche all’abitazione dell’uomo. E anche lì, sono emersi elementi significativi: in casa di Amarone sono stati infatti trovati semi di cannabis e un quarto bilancino di precisione, segno che l’attività criminale era ben strutturata e potenzialmente proiettata anche verso la coltivazione.
Al termine di tutte le formalità di rito, Massimiliano Amarone è stato dichiarato in stato di arresto. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato tradotto presso la sua abitazione e sottoposto al regime degli arresti domiciliari, in attesa del giudizio di convalida. L’operazione conferma l’alta attenzione delle forze dell’ordine verso l’utilizzo di attività commerciali come basi logistiche per lo spaccio, una strategia sempre più diffusa per eludere i controlli sul territorio.






