Dramma familiare a Ladispoli, 30enne accoltella padre, madre e sorella: è tentato omicidio

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LADISPOLI – Un tranquillo venerdì di fine estate, un’ora di pranzo come tante altre in una palazzina residenziale di via Budapest. Poi, all’improvviso, l’orrore. Le urla, il sangue, il suono stridente delle sirene che squarcia la quiete del litorale romano. È il bilancio di un dramma familiare consumatosi intorno alle 13 di oggi, 4 settembre 2026, quando un uomo di 30 anni, di origini siriane, ha impugnato un coltello da cucina e si è scagliato con furia cieca contro i suoi affetti più cari: il padre, la madre e la sorella minore.

La scena che si è presentata ai primi soccorritori e agli agenti del commissariato di Polizia di Ladispoli, intervenuti in pochi minuti insieme alla Squadra Mobile di Roma, è stata agghiacciante. All’interno dell’appartamento, teatro della violenza, giacevano feriti il padre dell’aggressore, un uomo di 63 anni, la madre di 57 e la sorella di appena 19. Tutti e tre presentavano ferite da arma da taglio, inferte in una sequenza di violenza tanto rapida quanto brutale. L’arma del delitto, un comune coltello da cucina, è stata recuperata e posta sotto sequestro.

Mentre il personale sanitario del 118 prestava le prime, concitate cure ai tre feriti, la Polizia di Stato ha bloccato e tratto in arresto il trentenne. L’uomo, trovato in stato di forte agitazione, non avrebbe opposto resistenza. Condotto in commissariato, è stato dichiarato in stato di fermo con la pesantissima accusa di triplice tentato omicidio. La sua posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, che dovrà convalidare l’arresto e disporre le successive misure.

Fortunatamente, le condizioni dei tre familiari, seppur serie, non desterebbero al momento preoccupazione per la loro vita. Dopo essere stati stabilizzati sul posto, sono stati trasportati in codice giallo all’ospedale Padre Pio di Bracciano, dove si trovano attualmente ricoverati e sotto stretta osservazione. Le loro testimonianze, non appena saranno in grado di fornirle, saranno cruciali per dipanare la matassa di questa tragedia.

Resta infatti il giallo più fitto sul movente. Cosa ha potuto trasformare un figlio e un fratello in un potenziale assassino? Gli inquirenti, coordinati dalla Procura di Civitavecchia, stanno lavorando a 360 gradi per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e, soprattutto, per comprendere cosa abbia innescato il raptus. Si scava nella vita del trentenne e nei rapporti interni al nucleo familiare. Si cerca di capire se vi fossero tensioni pregresse, litigi recenti, problemi economici o psicologici che possano aver fatto da detonatore a una violenza così efferata. Gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze dei vicini di casa, molti dei quali ancora sotto shock, per capire se dall’appartamento provenissero spesso rumori di liti o se la famiglia fosse conosciuta come tranquilla. Le prossime ore saranno decisive per gettare luce su un dramma che ha sconvolto la comunità di Ladispoli.

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