NAPOLI – Tolleranza zero contro l’illegalità diffusa nelle notti del centro storico. Nella serata di ieri, 5 settembre 2026, le affollate vie della movida partenopea sono state teatro di un’imponente operazione interforze, orchestrata dalla Questura di Napoli per ripristinare legalità e sicurezza. Un dispiegamento di uomini e mezzi che ha visto collaborare fianco a fianco gli agenti della Polizia di Stato dei Commissariati Decumani, Vicaria-Mercato e San Carlo Arena, i militari della Guardia di Finanza e il personale della Polizia Locale. Fondamentale, inoltre, il supporto tecnico degli ispettori dell’ASL Napoli Centro, chiamati a verificare il rispetto delle normative igienico-sanitarie.
Il bilancio dell’operazione “Alto Impatto” è significativo e traccia un quadro preoccupante delle irregolarità che si celano dietro le luci e la musica dei locali del centro. Durante il servizio, che si è protratto per diverse ore setacciando le aree di maggiore aggregazione, gli operatori hanno identificato complessivamente 40 persone, sottoposte a controlli di routine per prevenire e contrastare fenomeni di criminalità.
Ma è sul fronte degli esercizi commerciali che si sono concentrate le maggiori criticità. Cinque le attività finite sotto la lente d’ingrandimento delle forze dell’ordine. Per alcuni dei titolari, la notte si è conclusa con un verbale salato. Le violazioni riscontrate sono state di diversa natura, spaziando da quelle fiscali a quelle sanitarie. Diverse le sanzioni elevate per l’omessa revisione periodica del registratore di cassa e per il mancato collegamento del terminale POS con il misuratore fiscale, irregolarità che spesso nascondono tentativi di evasione. Un altro esercente è stato multato per non aver rinnovato la concessione per l’occupazione di suolo pubblico, un problema annoso che alimenta il fenomeno dei “tavolini selvaggi” a discapito del decoro urbano e della viabilità pedonale.
Il dato più allarmante, tuttavia, è emerso dalle ispezioni condotte congiuntamente al personale dell’ASL. All’interno di uno dei locali sono state riscontrate gravi carenze igienico-sanitarie, una potenziale bomba a orologeria per la salute dei clienti. L’ispezione ha portato al sequestro di ben 70 chilogrammi di derrate alimentari. Si tratta di prodotti trovati in cattivo stato di conservazione, alcuni dei quali addirittura avariati, e altri completamente privi dell’etichettatura che ne garantisce la tracciabilità e la provenienza, come imposto dalle normative vigenti. Cibo destinato a finire nei piatti di ignari avventori, che è stato immediatamente sottratto alla disponibilità del ristoratore per la successiva distruzione.
L’ammontare complessivo delle sanzioni amministrative elevate nel corso della serata ha raggiunto la cifra di 2.524 euro. Un’azione decisa, come sottolineano fonti della Questura, che non resterà isolata ma si inserisce in una strategia più ampia di controllo sistematico del territorio, volta a garantire che il divertimento notturno possa svolgersi nel pieno rispetto delle regole, a tutela sia dei cittadini che dei tanti commercianti onesti.














