Tennis, quando le partite finiscono dopo le tre di notte

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Sport tennis
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Il tennis dei tornei dello Slam ha abituato appassionati e addetti ai lavori a vere e proprie maratone notturne. Incontri che iniziano con il sole al tramonto e si concludono quando le prime luci dell’alba si avvicinano, scrivendo pagine di storia sportiva tra epica e polemiche.

L’Arthur Ashe Stadium di New York è stato teatro di alcune delle battaglie più memorabili. Il record per la partita terminata più tardi nella storia degli Us Open appartiene a Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, che nel 2022 hanno concluso il loro quarto di finale alle 2:50 del mattino dopo oltre cinque ore di gioco. Quell’incontro ha superato i precedenti primati, stabiliti da sfide come Cilic-De Minaur e Nishikori-Raonic, entrambe terminate alle 2:26.

Anche l’edizione 2023 ha visto un match protrarsi a lungo, con Alexander Zverev che ha sconfitto Sinner in un incontro terminato all’1:39 di notte, confermando la tendenza del torneo americano a produrre sfide estenuanti.

Melbourne Park, sede degli Australian Open, è forse il palcoscenico più celebre per le maratone tennistiche. L’incontro più iconico resta quello del 2008 tra Lleyton Hewitt e Marcos Baghdatis, una battaglia epica conclusasi alle 4:34 del mattino tra il tripudio del pubblico di casa.

Un record che ha resistito per anni, fino a quando, nel 2023, Andy Murray e Thanasi Kokkinakis hanno dato vita a un’altra partita leggendaria. Il match si è chiuso alle 4:05, con lo scozzese che ha completato una rimonta incredibile dopo quasi sei ore sul campo, riaccendendo il dibattito sulle condizioni di gioco.

Anche la terra rossa di Parigi ha recentemente scritto la sua pagina di storia notturna. Durante l’edizione 2024 del Roland Garros, Novak Djokovic e Lorenzo Musetti hanno stabilito il nuovo record per il match più tardivo del torneo. La loro sfida si è conclusa alle 3:07 del mattino, superando di gran lunga il precedente primato e portando anche lo Slam francese nel club delle “notti insonni”.

Questi orari estremi, se da un lato alimentano la leggenda dello sport e offrono spettacolo, dall’altro hanno sollevato un acceso dibattito. Molti atleti, tra cui gli stessi protagonisti di queste sfide, hanno evidenziato i rischi per la salute e il recupero fisico, chiedendo agli organizzatori di rivedere la programmazione delle sessioni serali.

La questione rimane aperta: fino a che punto è giusto spingere atleti e pubblico oltre i limiti della notte in nome dello spettacolo? I tornei hanno iniziato a valutare l’introduzione di un “coprifuoco” o l’anticipo dell’orario di inizio, cercando un equilibrio tra le esigenze televisive e il benessere dei giocatori.

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