Inter e Roma, Champions senza sponsor di maglia

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Cronache Mercato
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La trasferta dell’Inter a Madrid contro il Real ha catturato l’attenzione non solo per il prestigio della sfida, ma anche per un dettaglio visivo inusuale: l’assenza dello sponsor principale sulla maglia nerazzurra. Una situazione simile si è presentata per la Roma, impegnata in Turchia contro il Fenerbahce.

Alla base di questa scelta obbligata ci sono le normative nazionali sui giochi e le scommesse. In Spagna, il Real Decreto 958/2020 vieta esplicitamente la pubblicità di operatori del settore betting su divise da gioco e da allenamento. Questo divieto si estende anche alla sponsorizzazione di stadi o altre strutture sportive, impedendo di fatto ai club con partner di questo tipo di esporne il marchio sul territorio spagnolo.

Anche la Turchia adotta una linea altrettanto restrittiva, non consentendo la promozione di operatori di scommesse che non siano autorizzati a operare nel Paese. Di conseguenza, sia l’Inter che la Roma hanno dovuto adattarsi per rispettare le leggi locali durante le loro partite di Champions League. Le due società hanno però adottato strategie differenti per ovviare al problema.

L’Inter ha scelto la via della “pulizia” totale, presentando una divisa completamente vuota sul petto per la partita al Santiago Bernabeu. Una soluzione netta e diretta per conformarsi alla normativa spagnola senza alternative.

La Roma, invece, ha trasformato il vincolo in un’opportunità. Per la gara di Istanbul, ha sostituito il proprio sponsor commerciale, Eurobet.live, con il logo di un’iniziativa benefica. Questa mossa, pur rappresentando un mancato incasso, potrebbe generare un ritorno positivo in termini di reputazione del brand e ha creato una maglia in edizione limitata, destinata a diventare un pezzo da collezione molto ricercato.

Questa problematica non è del tutto nuova. Nella stagione 2025/2026, l’Inter era riuscita a giocare al Metropolitano contro l’Atletico Madrid mostrando il proprio partner commerciale. In quel caso, secondo ricostruzioni, fu lo stesso sponsor a decidere di pagare la sanzione pecuniaria prevista dalla legge spagnola, una scelta che il nuovo partner Betsson.sport non ha replicato.

Le sfide di Madrid e Istanbul non saranno episodi isolati. L’Inter, ad esempio, dovrà rinunciare nuovamente al suo marchio nella partita contro il Feyenoord, in programma il 3 novembre, poiché anche la legislazione olandese impone divieti simili. In futuro, qualora i club italiani dovessero avanzare nelle competizioni europee, dovranno studiare soluzioni ad hoc ogni volta che affronteranno squadre provenienti da Spagna, Turchia, Paesi Bassi o Belgio, altro stato con normative analoghe.

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