Il pareggio per 0-0 è diventato un evento sempre più raro nel campionato di Serie A. Nelle prime 30 partite della stagione non si è registrato neppure un risultato a reti bianche, un dato che evidenzia una tendenza precisa nel calcio moderno. Dal campionato 2004-05, anno di introduzione del format a 20 squadre, l’assenza totale di pareggi per 0-0 dopo tre giornate è accaduta soltanto in altre tre occasioni, confermando l’eccezionalità del dato attuale.
Questo risultato è da sempre oggetto di un dibattito acceso. Da un lato, viene spesso percepito come sinonimo di una partita priva di emozioni, una mancanza di spettacolo per il pubblico. Celebre è il confronto tra Michel Platini e Giovanni Trapattoni: ‘Mister, il gol è il sale del calcio’, disse il francese, sentendosi rispondere dal tecnico: ‘Sì, ma se l’avversario mette troppo sale nel tuo piatto, non lo mangi più’.
Dall’altro lato, c’è chi lo ha sempre difeso come esito di un equilibrio tattico quasi perfetto. Annibale Frossi, storico attaccante, considerava lo 0-0 la ‘partita perfetta’, dove le due difese avevano annullato completamente gli attacchi avversari, dimostrando una superiorità strategica.
Diverse innovazioni tattiche e regolamentari hanno contribuito a rendere i gol più frequenti, allontanando lo spettro del pareggio a reti inviolate. Il divieto del retropassaggio al portiere ha imposto una costruzione dal basso più rischiosa, mentre l’introduzione delle cinque sostituzioni permette di inserire giocatori freschi in attacco contro difensori stanchi, aumentando le probabilità di segnare nei finali di gara.
Anche l’evoluzione tattica verso un pressing ultra-offensivo ha avuto un impatto significativo. Se da un lato favorisce il recupero del pallone in zone alte del campo, dall’altro espone le squadre a ripartenze letali, creando maggiori occasioni da rete per entrambe le formazioni.
Tuttavia, associare lo spettacolo unicamente al numero di gol segnati è una visione riduttiva. Il calcio può essere apprezzato anche per la sua dimensione strategica, per gli equilibri tattici e la densità difensiva, elementi che trovano la loro massima espressione proprio in un pareggio senza reti. Lo 0-0 non rappresenta una ‘malattia’ da eliminare, ma una componente identitaria del gioco, capace di raccontare storie di tensione, strategia e perfezione difensiva. È una diversa narrazione sportiva, la cui complessità non si misura solo con i gol.













