Lo sfregio a Casaluce: sversano vernici e veleni dove lo Stato aveva appena bonificato. Incastrati dalle telecamere marito e moglie

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CASALUCE (CE) – Un’area restituita alla comunità dopo un lungo e costoso intervento di bonifica, sfregiata a pochi giorni dalla sua rinascita. È la cronaca di una beffa ambientale, un insulto al territorio e al lavoro di chi si batte per sanare le ferite della Terra dei Fuochi. In località Piro, a Casaluce, dove da poco si era concluso un importante intervento di risanamento, due coniugi sono stati denunciati dai Carabinieri Forestali con la pesante accusa di aver abbandonato rifiuti speciali, anche pericolosi, derivanti da lavori di verniciatura.

L’indagine, condotta con meticolosa pazienza dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Marcianise, è un esempio di come la tecnologia e il controllo del territorio possano stringere il cerchio attorno a chi crede di agire nell’impunità. Tutto ha inizio dall’analisi delle telecamere di videosorveglianza, occhi elettronici posti a presidio di un’area sensibile, recentemente bonificata nell’ambito degli interventi disposti dal Commissario unico di Governo. Proprio per evitare nuovi scempi, la zona era sotto stretta osservazione.

Le registrazioni del 3 settembre scorso non lasciano spazio a dubbi. Mostrano una Fiat di colore bianco avvicinarsi all’area e, poco dopo, allontanarsi lasciando dietro di sé una scia di sacchi e contenitori. Un abbandono consumato in pochi minuti, ma le cui tracce hanno permesso agli investigatori di dipanare l’intera matassa. Il primo passo è stato identificare il veicolo: gli accertamenti sulla targa hanno condotto i militari a un 64enne residente nel casertano, subito individuato come il presunto autore materiale dello sversamento.

Ma l’uomo non era solo. Un ulteriore, decisivo tassello è emerso grazie alla collaborazione con la Polizia Locale di Casaluce. L’esame di altre immagini ha permesso di mettere a fuoco il sedile del passeggero: lì sedeva una donna, il cui volto era chiaramente visibile. L’identificazione è stata rapida: si trattava della moglie dell’uomo, una donna di 65 anni, ritenuta quindi complice nell’operazione illecita.

Con i nomi dei sospettati in mano, i Carabinieri Forestali hanno proseguito con i riscontri sul campo. Recatisi presso la residenza della coppia, hanno trovato nel cortile la stessa Fiat bianca immortalata dalle telecamere. Ma è stato un altro dettaglio a fornire quella che gli inquirenti considerano una prova quasi schiacciante. Sul cancello dell’abitazione era presente della vernice grigia, le cui caratteristiche cromatiche sono risultate del tutto compatibili con i residui trovati su uno degli imballaggi abbandonati in località Piro.

I materiali rinvenuti, infatti, sono stati classificati come rifiuti speciali, pericolosi e non. Tra questi, imballaggi metallici sporchi di vernice bianca, un contenitore di plastica e, soprattutto, un barattolo metallico contenente residui di smalto antiruggine di colore grigio, classificato come rifiuto pericoloso. Un mix tossico abbandonato senza scrupoli su un terreno che si stava cercando di salvare.

A conclusione delle indagini, nel pomeriggio di ieri, 10 settembre, i militari hanno proceduto al sequestro dell’autovettura, considerata lo strumento utilizzato per compiere il reato. I due coniugi sono stati deferiti in stato di libertà alla competente Autorità giudiziaria. Dovranno rispondere, a vario titolo, di abbandono e gestione illecita di rifiuti speciali. Le loro responsabilità, al momento presunte, dovranno ora essere accertate nel corso del procedimento giudiziario, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva. Resta l’amarezza per un gesto che vanifica gli sforzi della collettività e dimostra, ancora una volta, quanto sia cruciale la vigilanza per proteggere il nostro ambiente.

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