Stefanini, ematoma dopo l’antidoping: accusa la WTA

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Sport tennis
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Lucrezia Stefanini ha denunciato un’esperienza negativa vissuta durante un controllo antidoping agli US Open. Attraverso i suoi canali social, la tennista ha condiviso la fotografia di un vistoso ematoma sul braccio, conseguenza di un prelievo che ha definito inadeguato e doloroso, sollevando interrogativi sulle procedure utilizzate.

L’episodio è avvenuto a New York, nel contesto del torneo di Flushing Meadows. Secondo il racconto dettagliato fornito dall’atleta, l’addetta incaricata del prelievo ematico non sarebbe riuscita a individuare la vena al primo tentativo. “Invece di cambiare approccio, ha continuato a muovere l’ago all’interno del braccio nel tentativo di trovarla”, ha scritto Stefanini, descrivendo una manovra insistente e inappropriata.

Questa procedura le ha causato un evidente e vasto ematoma. La tennista ha documentato con una foto gli effetti del prelievo, aggiungendo che, anche a distanza di giorni, il livido era ancora ben visibile e le provocava dolore. “Mi fa male anche nelle cose quotidiane”, ha specificato, evidenziando come la conseguenza del test stesse avendo un impatto sulla sua vita anche fuori dal campo.

In seguito all’accaduto, Stefanini ha deciso di rendere pubblica la vicenda e di interpellare direttamente la Women’s Tennis Association (WTA), l’organo che governa il circuito professionistico femminile. Taggando l’account ufficiale dell’associazione, ha posto due domande nette per chiedere spiegazioni e per mettere in discussione la prassi dei controlli.

La sua prima domanda ha riguardato la conformità della procedura: “È normale che un controllo antidoping venga effettuato in questo modo?”. Successivamente, ha sollevato un dubbio sull’equità del trattamento ricevuto, chiedendo: “E soprattutto, è lo stesso trattamento riservato a tutte le giocatrici?”. Le sue parole hanno così acceso un dibattito sulla standardizzazione e sulla professionalità richieste durante operazioni delicate come i prelievi antidoping.

L’incidente ha gettato un’ombra sull’esperienza newyorkese dell’atleta, che dal punto di vista sportivo si era rivelata molto positiva. Per la tennista toscana, classe 1998, il torneo dello US Open aveva rappresentato un momento importante. Aveva infatti superato le qualificazioni, per poi ottenere una vittoria al primo turno del tabellone principale contro Dayana Yastremska, prima di essere fermata nel derby italiano da Jasmine Paolini. L’episodio ha quindi lasciato un’impressione negativa, in netto contrasto con le soddisfazioni ottenute sul campo.

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