Camorra, si riaccende lo scontro tra Fuorigrotta e Bagnoli

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NAPOLI – Dopo la retata dei carabinieri nella roccaforte dello spaccio degli emergenti Maiorino in via Plinio, a Bagnoli gli equilibri rischiano di saltare, spingendo i reduci dei clan Esposito e Giannelli di Cavalleggeri d’Aosta a passare a una dura controffensiva per bloccare l’espansione dei rivali.

Gli investigatori confermano infatti che, sebbene gli Esposito e i Giannelli appaiano oggi fortemente ridimensionati e decimati dalle inchieste giudiziarie e da pentimenti eccellenti come quello del boss Alessandro Giannelli, a spingerli e a sostenerli nell’ombra ci sono le famiglie dei Licciardi e della potente Alleanza di Secondigliano, intenzionate a mettere le mani sul controllo economico dei quartieri di Bagnoli e Fuorigrotta. Il blitz contro la piazza di spaccio dei Maiorino ha dunque riaperto una contesa mai sopita in un’area dove il controllo delle zone di spaccio fa gola a diversi gruppi. La spinta di Secondigliano punta a ricompattare le batterie di fuoco storiche e a sfruttare il momento di difficoltà per scalzare la consorteria emergente e riprendere il pieno controllo del territorio flegreo. Le forze dell’ordine mantengono altissima l’attenzione nel quartiere per prevenire agguati e stese che potrebbero segnare l’inizio di una nuova fase di scontro.

Il monitoraggio del territorio tra Fuorigrotta e Bagnoli

Il monitoraggio del territorio e i pattugliamenti continuano senza sosta per bloccare ogni tentativo di riorganizzazione o ritorsione violenta tra le strade di Bagnoli. La tensione resta evidente lungo tutto il perimetro di via Plinio e nelle zone adiacenti, dove gli equilibri tra i diversi gruppi criminali appaiono estremamente precari.

Il gruppo emergente dei Maiorino ha conquistato una parte di Fuorigrotta, piazzando i propri presidi in zone in precedenza storicamente blindate. L’aggressiva espansione è partita dalla roccaforte di Bagnoli, sfruttando il vuoto di potere generato dall’indebolimento dei Troncone, storici leader della zona decimati da arresti e inchieste. Oltre alla congiuntura favorevole, i Maiorino hanno fatto leva sulle parentele dirette con i Troncone per avanzare verso Fuorigrotta e Cavalleggeri d’Aosta senza trovare resistenza. Questa manovra ha però rotto le vecchie alleanze, attirando l’ostilità degli altri clan e costringendo i Troncone a rimanere isolati e rinchiusi tra via Caio Duilio e via Leopardi sotto la minaccia di ritorsioni da parte di una nuova coalizione capeggiata dagli Iadonisi del rione Lauro.

La collaborazione del boss Giannelli

La decisione di collaborare con la giustizia del boss Alessandro Giannelli rappresenta un colpo durissimo per le dinamiche criminali dell’area flegrea, sommandosi al regime di carcere duro (41bis) a cui sono stati sottoposti Vitale Troncone e Massimiliano Esposito. Con i generali fuori dai giochi, lo scacchiere nevralgico del rione Cavalleggeri d’Aosta si è ritrovato all’improvviso privo di una guida egemone. Proprio tra i palazzoni dell’edilizia popolare gli investigatori stanno registrando le manovre più aggressive per la successione al potere. Dalle macerie dei vecchi imperi è emerso un asse bellicoso, formato dalla coalizione tra i gruppi Scodellaro e Iadonisi, arroccati nel fortino del rione Lauro, che hanno mosso i primi passi verso il cuore di Fuorigrotta per conquistare il controllo del territorio.

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