CASERTA – Cosa fare contro la desertificazione dei negozi in centro? Prima di tutto riaprire i parcheggi. Il presidente di Confesercenti Salvatore Petrella ha le idee chiare: “I grandi eventi hanno portato benefici soprattutto ad alberghi e B&B, che hanno registrato il sold out in particolare con gli artisti internazionali, che hanno calamitato persone anche da fuori regione. Riscontri importanti anche nella ristorazione, numeri da tenere presente. Ma resta il nodo dei parcheggi, che penalizza tutti, esercenti compresi e non solo per i concerti. Tre grandi parcheggi chiusi limitano l’afflusso turistico: il Pollio, quello di piazza Carlo III e via IV Novembre. Tutto è migliorabile, bisogna lavorarci. La Reggia resta l’attrattiva principale”.
«I grandi eventi non bastano»
Analizzando l’impatto delle manifestazioni cittadine, il presidente osserva: “I grandi eventi hanno portato benefici notevoli per il commercio, ma non bastano. Serve organizzare la rete dei servizi e dell’accoglienza”. La chiusura dei parcheggi limita i flussi verso il centro e la zona commerciale. “Dopo i concerti le persone devono tornare a prendere le auto in centro. Ma questo oggi non avviene, perché i parcheggi sono chiusi”.
La desertificazione commerciale e il peso degli acquisti online
Non è tutto. Confesercenti scende in campo a sostegno degli esercizi di vicinato e ha presentato i dati territoriali sulla progressiva desertificazione commerciale dei centri urbani. “Gli effetti della delocalizzazione delle vendite sono chiarissimi”, spiega Petrella: “Per ogni 100 euro spesi nelle attività fisiche, 70 rimangono radicati sul territorio. Al contrario, per ogni 100 euro spesi online, ben 70 si delocalizzano altrove. La costante riduzione dei negozi tradizionali attesta un profondo cambiamento nelle abitudini d’acquisto che sta trasformando radicalmente l’economia locale. Il commercio di prossimità agisce come una vera e propria infrastruttura territoriale, garantendo occupazione diffusa, immobili vivi, beni e servizi sempre accessibili. L’e-commerce rappresenta un’opportunità quando integrato con i punti vendita fisici, ma quando la spesa si sposta interamente sui grandi marketplace, una quota determinante del valore si allontana dalla comunità”.
La proposta delle Zone economiche speciali
“L’obiettivo di Confesercenti”, conclude Petrella, “è quantificare l’immenso valore dell’ecosistema economico che ruota attorno ai punti vendita: occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, sicurezza, tributi locali, manutenzione e coesione sociale. È proprio questo insieme di ricadute che giustifica e rende indispensabile una politica pubblica di sostegno al settore”. Per questo motivo l’associazione ha promosso una proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata a istituire le ZES (Zone Economiche Speciali) in tutti i centri storici italiani, avviando la raccolta delle 50.000 firme necessarie a livello nazionale.







