Luka Modric ha faticato contro la Lazio, e la spiegazione è di natura tattica e atletica, non tecnica. Il Milan di Ruben Amorim pratica un calcio rischioso, fatto di aggressioni e ripartenze veloci, uno stile che a 41 anni può mettere in difficoltà anche un fuoriclasse come il croato.
La sua sostituzione all’intervallo è stata un segnale chiaro, che lo stesso allenatore ha poi commentato lucidamente. Amorim non ha usato giri di parole per analizzare la prestazione del Pallone d’Oro e ammettere le difficoltà tattiche della squadra nella prima frazione di gioco.
“Dobbiamo essere molto bravi con il pallone per far sentire Luka a suo agio”, ha spiegato il tecnico. “Se trasformiamo la gara in continui capovolgimenti di fronte, non è il tipo di partita per lui. Per questo abbiamo inserito Musah, per avere più passo”. Amorim ha aggiunto un’osservazione tattica: “Luka si abbassava troppo, lasciandoci con meno uomini tra le linee”.
La conclusione dell’allenatore è stata logica e diretta: “Possiamo giocare con Luka, ma per farlo dobbiamo trasformare la gara in un dominio di possesso. Se diventa una partita di corsa, per lui è impossibile”.
Queste difficoltà non sono una sorpresa assoluta. Già Zvonimir Boban, in una recente intervista, aveva anticipato il problema. “Credo che per Luka sarà pesante giocare nel sistema di Amorim. Con Allegri era protetto, ora dovrà coprire 60 metri di campo con un solo altro mediano. Sarà dura”, aveva dichiarato.
Il contrasto con la gestione tecnica precedente è netto. Un anno fa, Allegri ha costruito il Milan attorno a Modric, schierandolo come regista basso, una posizione che gli ha permesso di dettare i tempi senza un eccessivo dispendio energetico. Il sistema era pensato per esaltare il suo controllo e la sua visione di gioco, chiedendogli raramente sprint per pressare alto.
Amorim ha idee opposte e predilige giocatori come Musah, che offrono energia e capacità di ribaltare l’azione con la forza, anche a costo di una tecnica meno raffinata. La partita contro la Lazio ne è stata la dimostrazione pratica.
Anche i dati confermano questa lettura. Nelle prime partite di campionato, Modric non è mai emerso tra i leader per chilometri percorsi o sprint. Contro la squadra biancoceleste, inoltre, ha commesso 6 errori su 43 passaggi e ha perso 13 palloni in un solo tempo, cifre insolite per i suoi standard.
Ora la questione riguarda la sua gestione futura. È probabile che Amorim lo utilizzi nelle partite in cui il Milan potrà imporre il proprio ritmo, lasciandolo a riposo in altre. Un turno di stop contro il Benfica è un’ipotesi concreta, ma il calendario resta fitto tra campionato e impegni con la nazionale croata, in una stagione che si preannuncia lunga e intensa.












