La Procura di Roma ha avviato un’inchiesta su un presunto complotto volto ad alterare le quotazioni del titolo S.S. Lazio in Borsa. L’obiettivo sarebbe stato quello di spingere il presidente Claudio Lotito a cedere la società. L’indagine ha preso avvio da una denuncia presentata dallo stesso Lotito nel giugno 2025, integrata con ulteriori elementi relativi a episodi iniziati nel giugno 2024.
Nel registro degli indagati sono stati iscritti tre nomi: Mauro Masi e Francesco Maiolini, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Banca del Fucino, e il giornalista Luigi Bisignani. L’ipotesi di reato contestata è quella di manipolazione del mercato, prevista dall’articolo 185 del Testo Unico di Finanza. Questo reato, più specifico dell’aggiotaggio, punisce chi altera il valore di titoli quotati sui mercati finanziari.
Secondo l’accusa, la manipolazione si sarebbe concretizzata attraverso la diffusione di notizie infondate sull’esistenza di soggetti interessati all’acquisizione del club. Tra le informazioni divulgate, figurava una presunta offerta da 450 milioni di euro da parte della banca d’affari JP Morgan. Queste notizie sarebbero state veicolate tramite social network, la testata online Millenovecento e il quotidiano Il Tempo, con cui Bisignani collabora.
Nell’ambito delle indagini, sono state effettuate perquisizioni locali e domiciliari a carico degli indagati, che avrebbero agito in concorso con terze persone in via di identificazione. Il coinvolgimento dei vertici di Banca del Fucino sarebbe legato a una presunta attività di finanziamento a beneficio dei soggetti che hanno poi divulgato le informazioni false. L’inchiesta potrebbe quindi allargarsi e includere nuove ipotesi di reato.
Claudio Lotito ha scelto di non rilasciare dichiarazioni sulla vicenda. Mauro Masi ha invece respinto ogni accusa, definendole “totalmente false” e annunciando di aver già dato mandato per una denuncia per calunnia. “La mia colpa è quella di essere, come tantissimi, tifoso della Lazio”, ha commentato.
Anche Banca del Fucino, con un comunicato ufficiale, ha sottolineato la propria estraneità ai fatti, precisando di non aver mai finanziato iniziative lesive per la Lazio e di non detenere azioni del club. Luigi Bisignani ha definito l’intera vicenda “un autogol di Lotito”, criticando il presidente per aver denunciato i tifosi anziché dialogare con loro.









