L’allenatore del Milan, Ruben Amorim, ha analizzato con lucidità la sconfitta per 0-2 subita in casa contro il Benfica. Al termine della partita, il tecnico ha ammesso le difficoltà della sua squadra, assumendosi le proprie responsabilità e delineando un quadro chiaro dei problemi emersi in campo. “Abbiamo tenuto palla ma non siamo riusciti a creare reali pericoli. Ci è mancata creatività e incisività negli ultimi metri”, ha esordito Amorim.
Il tecnico ha poi fornito spiegazioni dettagliate riguardo alle scelte di formazione iniziali, che hanno lasciato perplessi alcuni osservatori. Su Rabiot, ha precisato: “Sabato ha disputato i suoi primi 90 minuti dopo molto tempo, non eravamo certi che avesse l’autonomia per un’altra partita intera”. Ha inoltre menzionato la gestione di Pulisic, ancora in fase di recupero da un infortunio, e l’assenza di Moreira, giustificata da “due giorni di riposo concessi per questioni personali che non gli hanno permesso di allenarsi con il gruppo”.
L’analisi tattica di Amorim si è soffermata in modo particolare sulla fase offensiva. “La mia filosofia è quella di un calcio dominante, basato sul controllo del gioco. Stiamo lavorando per creare degli automatismi che ci consentano di avere un maggiore possesso palla”. Ha però sottolineato una criticità fondamentale nell’interpretazione del gioco: “In fase di possesso tendiamo a giocare troppo internamente, con i giocatori troppo vicini tra loro, quando invece dovremmo sfruttare di più le fasce esterne. Nessuno attaccava la profondità, soprattutto nel primo tempo, e questo impedisce di creare spazi utili sulla trequarti”.
Stimolato a commentare le evidenti fragilità della fase difensiva, Amorim ha concordato sulla necessità di una maggiore solidità. “Non possiamo permetterci di subire un gol in quel modo, quando siamo schierati a difesa della nostra area. Se già fatichiamo a costruire occasioni da gol, concedere reti evitabili rende tutto più complesso”. L’allenatore ha poi esaminato con precisione l’errore sul primo gol del Benfica: “Nell’azione della rete, la linea difensiva doveva mantenere la posizione fuori area. Invece, mentre Lukebakio avanzava con la palla, noi eravamo già troppo bassi, quasi sulla linea di porta”.
Infine, è stato toccato l’aspetto mentale, indicato come un altro fattore determinante nella sconfitta. Amorim ha riconosciuto una reazione negativa della squadra dopo aver subito lo svantaggio. “Nel primo tempo, dopo il loro gol, abbiamo smarrito le nostre certezze e perso di vista il piano partita”. Pur senza sbilanciarsi, ha confermato un trend preoccupante: “Non so se questi inizi di gara negativi siano un problema puramente mentale, ma è un dato di fatto che per la seconda partita consecutiva abbiamo approcciato male l’incontro”.
Nonostante un’analisi severa e senza sconti, il tecnico del Milan ha voluto chiudere il suo intervento con una nota di fiducia. Ha assicurato che lui e il suo staff sono determinati a trovare le contromisure adatte per superare questo momento di difficoltà. “Troveremo le giuste soluzioni per migliorarci e adattarci”, ha concluso, mostrando la volontà di reagire immediatamente.






