Darmian svincolato: “Voglio un altro anno in Serie A”

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Cronache sport calcio
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A quasi 37 anni e con due scudetti vinti con l’Inter, Matteo Darmian si è ritrovato svincolato ma non ha intenzione di appendere gli scarpini al chiodo. Il difensore, il cui contratto con il club nerazzurro è scaduto, attende una chiamata per una nuova avventura nel massimo campionato. “È una sensazione strana, non mi ero mai trovato a fine contratto senza squadra”, ha spiegato.

La nuova routine è scandita da allenamenti solitari, una sfida soprattutto sul piano fisico. “Mentalmente mi sento ancora un giocatore, ho lo stesso fuoco dentro. La forma, invece, è difficile da conservare faticando da soli. Sto lavorando con un preparatore, ma mi manca il ritmo del gruppo, il confronto quotidiano”.

Nonostante qualche contatto con dei direttori sportivi, non si è ancora concretizzato nulla. Il difensore ha ammesso che avrebbe voluto continuare la sua avventura a Milano: “Mi sarebbe piaciuto fare un altro anno in nerazzurro”. Il suo obiettivo, però, rimane chiaro: “Ho ancora voglia di giocare, ma ne deve valere la pena. Sono convinto di valere una buona Serie A”.

L’età, classe 1989, potrebbe essere un fattore che frena i club. “È normale che puntino su giocatori più giovani”, ha riflettuto Darmian, “ma posso dire che non è vero che non ce la faccio più. Dallo scorso gennaio sono stato bene e non ho più avuto guai fisici”.

La nostalgia per la vita da calciatore è forte, soprattutto per l’ambiente dello spogliatoio. “Vivere con i compagni è ciò che mi manca di più, finiscono per diventare fratelli”. Per questo motivo, non ha mai pensato di ritirarsi da campione d’Italia. “Non era il momento giusto per dire addio. Allenare è ciò che voglio fare in futuro, ma prima c’è il campo”.

Guardando all’Inter attuale, Darmian ha espresso solo parole positive: “La squadra è forte e potrà dominare ancora a lungo”. Per la lotta scudetto, ha indicato Como e Roma come le rivali più attrezzate in questo inizio di stagione, pur senza escludere le altre grandi.

Nel ripercorrere la sua carriera, ha ricordato i campioni da cui ha imparato di più, da Maldini e Nesta al Milan fino a Rooney allo United, definendo Lautaro Martinez il “bomber e capitano vero” dell’Inter di oggi.

Questa pausa forzata gli ha permesso di scoprire il mondo da un’altra prospettiva, come un recente viaggio a Madrid ha dimostrato. Tuttavia, ha concluso con determinazione: “La vita del turista mi piace, però non è ancora mia. Prima mi merito un altro giro di giostra in campo”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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