Il pareggio ottenuto sul campo della Juventus ha lasciato un sapore amaro in casa Atalanta, non tanto per il risultato quanto per un episodio che ha infiammato il post-partita. A farsi portavoce del malumore nerazzurro è stato il centrocampista Ederson, apparso visibilmente contrariato in conferenza stampa. Le sue parole hanno messo in luce una profonda frustrazione per una decisione ritenuta ingiusta e determinante.
Il fulcro della polemica è stato un contatto in area di rigore bianconera, con un vistoso trattenuto di maglia da parte di un difensore avversario ai danni di Ademola Lookman, non sanzionato con il calcio di rigore. Il brasiliano non ha usato mezzi termini per descrivere l’accaduto e la gestione dell’episodio da parte della sala VAR. “Avendo la tecnologia non si può sbagliare una cosa del genere”, ha dichiarato con fermezza. “Potendo rivedere un’azione in cui ti trattengono la maglia per due metri, non si può sbagliare. Con il VAR si può e si deve far qualcosa di meglio”.
L’analisi del giocatore non si è limitata alla singola azione, ma ha abbracciato un momento più ampio di difficoltà per la squadra, soprattutto a livello offensivo. “È difficile pensare in positivo ora perché abbiamo perso punti importanti. Dobbiamo sbloccarci mentalmente e in attacco fare di meglio, io per primo”. Il mediano ha collegato queste difficoltà anche a un recente cambio tattico. “Abbiamo iniziato a pensare tanto difensivamente, forse troppo, e abbiamo lasciato qualcosa a livello di pericolosità offensiva. Abbiamo cambiato sistema di gioco, non si riesce subito a far tutto alla perfezione”.
Ederson ha poi sottolineato la fragilità psicologica emersa in alcuni momenti chiave della partita, un fattore che ha pesato sull’andamento del match. “Il calcio è strano, abbiamo subito goal proprio nei momenti in cui stavamo giocando meglio. In quelle situazioni poi rischi di perdere l’attenzione e la concentrazione”. Secondo la sua lettura, il secondo goal incassato è stato un colpo durissimo dal quale la squadra ha faticato a riprendersi. “Quel goal è stato decisivo, è stata davvero dura provare a rimontare la partita da lì. È un aspetto su cui dobbiamo migliorare”.
Nonostante le difficoltà e l’amarezza, il messaggio finale è stato di coesione e fiducia nel futuro. “Non abbiamo alibi, dobbiamo solo lavorare sodo. Siamo un gruppo forte e unito”. La pausa per le nazionali, secondo il centrocampista, arriva al momento giusto per resettare e ritrovare le energie. “Cercheremo di sfruttare questa sosta per ricaricarci, soprattutto a livello mentale, perché la qualità e la personalità non ci mancano. È arrivato un momento difficile, ma insieme ne usciremo per fare ancora tante belle cose”.



