L’Indonesia ha scritto una pagina indelebile della sua storia calcistica vincendo la prima edizione della ASEAN Cup. Protagonista assoluto della finale è stato il portiere Emil Audero, che ha regalato il successo alla sua nazionale parando un rigore decisivo contro la Thailandia.
La partita, molto combattuta, si è conclusa a reti inviolate dopo i tempi supplementari, portando la sfida alla lotteria dei rigori. Dal dischetto, il portiere in prestito al Rayo Vallecano dal Como ha neutralizzato il tiro di Nattapong, scatenando la gioia dei tifosi e consegnando all’Indonesia il primo trofeo internazionale della sua storia.
La ASEAN Cup è un nuovo torneo introdotto dalla FIFA e riservato alle nazionali del Sud-est asiatico, disputatosi durante la sosta per le nazionali. La competizione principale ha visto sfidarsi, oltre alle finaliste, anche Vietnam, Filippine, Malaysia, Singapore, Bangladesh e Pakistan. Parallelamente si è giocata la ASEAN Challenge Cup, che ha coinvolto Hong Kong, Myanmar, Cambogia, Laos, Brunei e Timor-Leste.
La rosa indonesiana ha potuto contare su diversi giocatori con esperienza europea. Oltre ad Audero, ex numero uno di Inter, Sampdoria e Venezia, hanno partecipato il difensore Diks, oggi al Borussia Mönchengladbach, Verdonk del Lille e James dei Go Ahead Eagles. È mancato invece, a causa di un infortunio, il centrale del Sassuolo Jay Idzes.
La scelta di Audero di rappresentare il Paese di suo padre è maturata in seguito a un colloquio con Erick Thohir, attuale presidente della Federcalcio indonesiana ed ex presidente dell’Inter. “Due anni fa Erick Thohir mi ha contattato e mi ha presentato il progetto per la nazionale”, ha raccontato il portiere. “Mi ha parlato della possibilità di giocare per l’Indonesia e ne sono stato entusiasta”.
Il legame con l’Indonesia è profondo. “Sono nato a Lombok, ho vissuto lì i primi nove mesi, nella città di mio padre, Praya. Lì vivono ancora i miei parenti”, ha spiegato Audero. “I miei genitori si sono conosciuti sull’isola più di trent’anni fa. Anche se ho sempre vissuto in Italia, siamo tornati spesso a Lombok, conservo ricordi bellissimi della mia infanzia. Purtroppo non parlo bene la lingua, conosco solo qualche parola, ma il legame è fortissimo”.








